di Letizia Cini C’era una volta l’amico di penna. E la corrispondenza amorosa: il cuore batteva all’impazzata aprendo la cassetta della posta, depositaria di baci vergati e struggenti promesse. Non di bollette e volantini pubblicitari. Molto, molto tempo prima, c’erano Abelardo ed Eloisa, considerati, in virtù del loro amore disperato, i genitori del romanzo epistolare. Anno 1116, Bretagna. Il professore di logica e teologia della scuola di Sainte Généviève, Pietro Abelardo, arde di passione per la giovanissima allieva Eloisa. Tra i due nasce una storia che mescola corpo e anima, come confida lei stessa al foglio: "Col pretesto delle lezioni ci abbandonammo completamente all’amore; lo studio ci offriva quegli angoli segreti che la passione predilige". Travolti dallo scandalo e costretti ad allontanarsi, i due manterranno viva la loro unione scrivendosi decine e...

di Letizia Cini

C’era una volta l’amico di penna. E la corrispondenza amorosa: il cuore batteva all’impazzata aprendo la cassetta della posta, depositaria di baci vergati e struggenti promesse. Non di bollette e volantini pubblicitari.

Molto, molto tempo prima, c’erano Abelardo ed Eloisa, considerati, in virtù del loro amore disperato, i genitori del romanzo epistolare. Anno 1116, Bretagna. Il professore di logica e teologia della scuola di Sainte Généviève, Pietro Abelardo, arde di passione per la giovanissima allieva Eloisa. Tra i due nasce una storia che mescola corpo e anima, come confida lei stessa al foglio: "Col pretesto delle lezioni ci abbandonammo completamente all’amore; lo studio ci offriva quegli angoli segreti che la passione predilige". Travolti dallo scandalo e costretti ad allontanarsi, i due manterranno viva la loro unione scrivendosi decine e decine di lettere. La genesi di uno dei romanzi epistolari più celebri della storia, testimonia come l’amore sia potente ’motore’ della scrittura. Non l’unico.

A distanza di 885 anni - con un balzo temporale che porta dritti dritti al 1971, esattamente mezzo secolo fa - l’evoluzione della lettera è quasi completa.

Dalla penna al tasto, il passo è breve: nasce la mail. Ovvero la comunicazione scritta fra computer, che proprio quest’anno festeggia i 50 anni di vita. Autore dell’invenzione, Ray Tomlinson, un programmatore assunto dal Pentagono per facilitare le trasmissioni delle forze armate. Durante gli anni della sua metamorfosi - senza scomodare le pergamene commerciali dei Sumeri (3000 a.C.), i papiri egizi, le missive inviate da uno Stato all’altro con sigilli in ceralacca, né la Prima lettera di Giovanni, scritta dall’apostolo attorno al 100 d.C. - è stato sparso molto inchiostro per passare dall’epistola alla email, fino all’ultima declinazione del messaggio scritto: il WhatsApp.

Molti passi indietro: nel 1820 il commerciante di carta inglese Brewer di Brighton inizia a produrre e vendere su grande scala le buste di carta per le lettere. L’uso delle buste fu però criticato in quanto non consentivano l’apposizione dei bolli postali certificanti sul foglio.

Così venne introdotto il francobollo, nel 1840, a seguito della riforma postale di Rowland Hill. E le lettere diventano il più diffuso mezzo di comunicazione di massa. Nel corso del Novecento diventano la testimonianza diretta dei due conflitti mondiali che hanno interessato il secolo, ma anche splendidi reperti delle nuove conquiste spaziali. In Italia dopo il 1930, per facilitare l’uso della posta aerea, viene prodotta una speciale carta da lettere leggerissima grazie alla quale con la busta è possibile mantenere il peso al di sotto dei 5 grammi nei quali era previsto lo scaglione d’uso con la tariffa postale più bassa.

La prima, grande trasformazione ’tecnologica’ si deve a László Bíró, giornalista e scrittore ungherese che, nel 1938, inventò la penna a sfera, rendendo la realizzazione grafica delle missive infinitamente più agevole.

Per ben cinque decenni, la lettera è stata lo strumento perfetto per comunicare tra persone distanti tra loro: amanti, collaboratori professionali, parenti.

Insieme al telefono, che richiedeva senza dubbio un investimento più dispendioso, l’epistola è stata la forma di comunicazione più diffusa nel Novecento. Almeno fino a quando non ha fatto la sua comparsa l’email, strumento straordinariamente potente, che ha permesso di abbattere i tempi di attesa tra l’invio e l’arrivo di un messaggio.

La ricerca di Ray Tomlinson era finalizzata allo sviluppo di Arpanet, rete di computer realizzata nel 1969 dall’agenzia del Dipartimento della Difesa americano. Obiettivo: progettare un programma per l’invio di file e documenti da un PC all’altro. Fino a quel momento era possibile condividere messaggi solo sulla stessa macchina.

Nel 1971 Tomlinson ’spedisce’ la prima email della storia. Il testo? “QWERTYUIOP” (le prime dieci lettere della tastiera).

Scomparso nel 2016, Tomlinson è anche il padre della @, diventata un elemento essenziale per le email. Con la diffusione dell’Sms prima e del WhatsApp oggi, la cassetta della posta langue solitaria, i messaggini sono diventati le lettere del nostro tempo. Con buona pace di Abelardo ed Eloisa: il loro magnifico epistolario oggi non sarebbe mai venuto alla luce. In compenso possiamo vedere Tom Hanks e Meg Ryan in C’è posta per te.