17 apr 2022

Quando camminare diventa un’opera d’arte

A Francoforte una mostra dedicata al movimento: dalla semplice passeggiata fino alle migrazioni e alle manifestazioni politiche

roberto
Magazine
Un frammento del video Pasajes III (2013) dell’argentino Sebastián Díaz Morales
Un frammento del video Pasajes III (2013) dell’argentino Sebastián Díaz Morales
Un frammento del video Pasajes III (2013) dell’argentino Sebastián Díaz Morales

di Roberto

Giardina

Camminare è un’opera d’arte, a volte. Alla Schirn Kunsthalle di Francoforte la mostra Walk (fino al 22 maggio) è dedicata all’andare, dalla semplice passeggiata, al camminare per un giorno o per settimane, fino alle emigrazioni del nostro tempo, che costringono a fuggire da una guerra o dalla siccità. I curatori Matthis Ulrich e Fiona Hesse fanno riferimento ai flaneur, parola intraducibile coniata da Baudelaire, agli intellettuali che trasformarono il vagare per una città in un´emozione estetica, una forma di vita. Osservare, guardare gente e luoghi, è un’arte. Ma le opere scelte, un centinaio di dipinti, collages, foto, video, sculture, sono tutte contemporanee. Un peccato.

Alla mostra collabora la rivista Flaneur di Francoforte che organizza alcuni eventi. Questo è tutto, forse non si poteva pretendere di più. Non sono presenti i quadri dei nostri futuristi. Ad esempio, la celebre Signora con cagnolino di Giacomo Balla, una tela del 1912 che mostra in movimento i piedi della signora e le zampette del suo bassotto tenuto al guinzaglio. Un capolavoro del XX secolo, il titolo più preciso e meno romantico è Dinamismo di un cane al guinzaglio, conservato alla Albright Gallery di Buffalo negli Stati Uniti. Lo stesso anno Balla dipinse Le mani del violinista. O le foto ottocentesche di Eadweard Muybridge (1839-1904) che per primo fermò in una successione di movimenti il salto di un uomo nudo, o la corsa di un cavallo.

Lo Schirn segue la tendenza, e privilegia nell’arte l’aspetto sociale e politico. La mostra, dichiarano i due curatori, è un confronto con i problemi attuali, la globalizzazione, i mutamenti climatici, l’emigrazione forzata, fino alle dimostrazioni politiche. Anche nei cortei di protesta gli esseri umani sono in movimento. E si fa riferimento alla Minimal Art e alla Land Art degli anni Sessanta.

Tra i quaranta artisti – nessun italiano – il più noto, anche in Italia, è l’inglese Hamish Fulton, 76 anni. Compie escursioni di un giorno o di diverse settimane, che documenta con serie di foto in bianco e nero. Cominciò negli anni Sessanta con escursioni nella campagna inglese fino a compiere percorsi di migliaia di chilometri attraverso l’Europa.

E nel ’98 ha scalato l’Everest: salire sulla montagna più alta delmondo non è più un’impresa riservata a pochi. Nel 2007 ha esposto al Castello di Rivoli, vicino Torino, e nel 2017 ha compiuto la “traversata” da Genova a Trieste. Hamish spiega come cogliere il valore artistico del nostro andare, gehen in tedesco, che è una lingua precisa e significa solo muoversi a piedi, e non viaggiare (fahren) in auto, in treno o aereo. La passeggiata ci è stata vietata in questi due anni di pandemia. “Walking is magic, walking transforms”, passeggiare è magico, passeggiare trasforma, è il credo di Hamish.

Allo Schirn sono esposti i video dell’argentino Sebastian Diaz Morales, 56 anni. Ha creato composizioni magiche mettendo insieme come in un puzzle elementi di diverse città, e in queste sue realtà virtuali riprende esseri imani in movimento. Rahima Gambo, nata a Londra nell’86, si dedica al postcolonialismo e al terrorismo, ha ripreso i luoghi devastati dal gruppo Boko Haram in Nigeria. Il belga Francis Alys, 63 anni, ha filmato dei giocattoli magnetici a forma di cane in movimento per le strade del centro di Città del Messico. I turchi Oziem Gunyol e Mustafa Kunt hanno documentato nel 2011 se stessi mentre passeggiano per New York seguiti da un investigatore privato, il gioco tra controllo interno e esterno. Kubra Kadhemi, nata nel 1989 a Kabul, documenta le aggressioni verbali e fisiche a cui vengono sottoposte le donne afghane mentre si muovono per strada.

Per questi artisti il passeggiare ci trasforma e acquista dunque una dimensione artistica. Come si comprende nel quadro di Balla: sentiamo la signora a passeggio, anche se non la vediamo, attraverso la frenesia del suo cagnolino. La padrona è nervosa – andrà a un appuntamento? – e non si cura del bassotto.

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