Foto: Kemter / iStock
Foto: Kemter / iStock

Roma, 11 giugno 2021 - Il livello di CO2 inquinante nell’aria si è ridotto a causa dei duri lockdown della primavera del 2020, e questa ormai non è più una novità. Dal punto di vista ambientale, le restrizioni anti-contagio hanno avuto un altro effetto positivo: la produzione globale di plastica è scesa per la terza volta dalla Seconda Guerra Mondiale. Finora era accaduto solo nel 1973, l’anno della grande crisi petrolifera, e nel 2008 in occasione della crisi finanziaria. Si tratta di una buona notizia che arriva a ridosso del 3 luglio, il giorno in cui gli stati dell’Unione Europea dovranno iniziare ad applicare la direttiva UE contro la plastica monouso.

Numeri incoraggianti, soprattutto in Unione Europea

A riportare questo dato è stata PlasticsEurope, l'associazione europea dei produttori di materie plastiche. Nel 2020, per la prima volta dal 2008, la produzione globale di plastica è diminuita, per un totale di 367 milioni di tonnellate rispetto alle 368 milioni di tonnellate registrate nel 2019. In Europa, in particolare, la fabbricazione di plastica è calata del 5,1%. L'Unione Europea, durante il primo anno di pandemia, ha prodotto “solo” il 15% di plastica a livello mondiale: un buon calo rispetto al 21% del 2010. Il settore produttivo che ha generato meno plastica è stato l’automobilistico, con una diminuzione del 18% in confronto al 2019.

Cina unica bocciata

In generale, evidenzia PlasticEurope, tutte le nazioni del mondo hanno dato luce a meno plastica nel 2020. Tutte fuorché la Cina, la cui produzione è cresciuta dell’1% rispetto al 2019. In generale, il calo evidenziato a livello globale non è avvenuto per motivazioni particolari, ma per via delle restrizioni che per mesi hanno fermato o limitato fortemente le attività economiche. Questo stop, quindi, deve essere un’occasione per capire come ridurre la produzione di plastica nel post-Covid, anche perché dal 3 luglio 2021 in Unione Europea sarà vietata l’immissione sul mercato dei seguenti prodotti di plastica monouso: bastoncini cotonati come i cotton fioc, posate e piatti di plastica, cannucce, agitatori per bevande, aste dei palloncini, contenitori e tazze in polistirolo per cibi e bevande con relativi tappi e coperchi di plastica.
Il report ha mostrato un’altra stima incoraggiante: parlando di investimenti a favore del riciclo chimico - essenziale nell’ottica di una transizione verso un'economia circolare - si dovrebbe passare dai 2,6 miliardi di euro del 2025 ai 7,2 miliardi del 2030.