Il principe Carlo e Camilla (Ansa)
Il principe Carlo e Camilla (Ansa)

Il principe Carlo, erede al trono di Gran Bretagna, stando alla stampa britannica sarebbe rimasto coinvolto in un imbarazzante giro di opere d'arte false: pare infatti che tre quadri da lui posseduti non siano in realtà attribuibili a Monet, Picasso e Dalì, come invece creduto. Stiamo parlando di tele inizialmente valutate 58, 48 e 14 milioni di euro rispettivamente: in realtà varrebbero pochi spiccioli. Riportando la notizia il Daily Mail riferisce che eri sera un portavoce della Prince's Foundation ha dichiarato: "Dumfries House accetta di tanto in tanto opere d'arte da privati ​​e organizzazioni. È estremamente deplorevole che l'autenticità di questi quadri, che non sono più in mostra, ora sembri essere in dubbio".

I quadri falsi del principe Carlo

I quadri appartengono a un lotto di diciassette opere d'arte provenienti dalla collezione di James Stunt e accettate in prestito dalla fondazione di Carlo d'Inghilterra con sede all'interno di Dumfries House.

Vi sono giunte dopo che Stunt, uomo d'affari ed ex marito dell'ereditiera dell'impero di Formula 1 Petra Ecclestone, ha dichiarato bancarotta. Considerato il pregio di autori come Monet, Picasso e Dalì, le tele sono state subito esposte nei saloni e nei corridoi di Dumfries House, in modo che potessero essere godute dal pubblico. Ora, però, causa il sospetto che siano false, sono state prontamente sostituite.
 


Si tratta di falsi oppure no?

Il caso è esploso dopo che il pittore statunitense Tony Tetro ha rivendicato la paternità dei dipinti, affermando che li aveva realizzati e poi venduti a James Stunt. Non sta però ammettendo una truffa: Tetro si guadagna infatti da vivere realizzando copie di grandi capolavori, in modo che possano essere esposte nelle case dei suoi clienti. Così, ha dichiarato, "puoi fare colpo sui tuoi amici e abbellire casa tua, ma non potresti mai ingannare l'occhio di un esperto". Dal canto suo, Stunt nega di avere acquistato opere da Tetro e chiosa: "Nessuna delle mie cose è un falso".

In attesa di conoscere la verità, i responsabili di Dumfries House hanno sostituito i quadri incriminati. Non avendo investito denaro, la fondazione del principe Carlo non ha subito un danno economico, però quello d'immagine sì: in fondo, se l'erede al trono espone in "casa propria" delle tele prestigiose e lascia che il pubblico possa godersele in libertà, si parte dal presupposto che sia stato capace di accertarne l'autenticità. Per questa ragione, in Gran Bretagna, la notizia è riportata utilizzando le parole "scandalo" e "imbarazzo".