Foto: Jorge Villalba / iStock
Foto: Jorge Villalba / iStock

In passato è già successo che un privato, ospitato da un equipaggio di professionisti della NASA o di altre agenzie spaziali, volasse in orbita a bordo di una navicella spaziale. Tuttavia, per la prima volta in assoluto, nel 2022 un equipaggio interamente composto da privati viaggerà nello spazio verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS). L’inedita spedizione sarà organizzata dalla startup Axiom Space in collaborazione con SpaceX, l’azienda aerospaziale di Elon Musk, che metterà a disposizione il suo taxi spaziale chiamato Crew Dragon.

Il primo equipaggio spaziale composto da privati

I turisti spaziali saranno gli investitori Larry Connor e Mark Pathy e l’ex pilota di aerei Eytan Stibbe: tre miliardari che si uniranno all'ex astronauta della NASA (e attualmente dipendente Axiom Space) Michael López-Alegría, che sarà il comandante della missione denominata Axiom Mission 1. Il ruolo di pilota, invece, sarà ricoperto da Connor, che diventerà il primo pilota privato a condurre un volo spaziale. “Per la prima volta, un intero equipaggio sarà composto da astronauti non professionisti. È davvero rivoluzionario: questa missione potrà aprirci le porte a tantissime novità”, ha detto López-Alegría alla CNBC. Ovviamente tutti i membri dell’equipaggio dovranno completare un addestramento specifico e superare i test e le visite a cui normalmente si sottopongono gli astronauti che si recano sulla Stazione Spaziale Internazionale.

55 milioni di dollari a persona

Questa sorta di vacanza spaziale costerà 55 milioni di dollari a persona, e il “pacchetto viaggio” permetterà ai membri dell’equipaggio di soggiornare per otto giorni sulla Stazione Spaziale Internazionale e di condurre dei progetti di ricerca personali. La missione era in programma originariamente nel 2021, ma la data di partenza è stata spostata all’inizio del 2022. Se la spedizione dovesse andare nel migliore dei modi, Axiom Space e SpaceX si impegneranno a promuovere iniziative di questo tipo almeno un paio di volte all’anno, aprendo un nuovo e importante capitolo del turismo spaziale: un fenomeno destinato a consolidarsi sempre di più nel corso di questo decennio.