Mercoledì 24 Luglio 2024

Primadonna senza etichette

Mattatrice su molteplici fronti, Loretta Goggi racconta 63 anni di ribalta: "Ma i trionfi di cui vado più fiera sono quelli privati" .

Primadonna senza etichette

Primadonna senza etichette

La scaramanzia non le appartiene. Così l’essere giudice di ’Tale e Quale Show’ per il tredicesimo anno non scatena alcuna apprensione in Loretta Goggi che da stasera siederà sullo scranno accanto a Cristiano Malgioglio e Giorgio Panariello. "Per me è stato importante trovare un programma che rinobilitasse le imitazioni e non le loro caricature. Stare lì mi riporta agli anni dei miei inizi e sapendo la preparazione che c’è dietro ogni performance ho grande rispetto per tutti quelli che accettano di partecipare pur provenendo da altri ambiti professionali".

Chi le è rimasto più impresso tra i tanti che ha visto esibirsi?

"Per qualcuno come Amadeus e Fabrizio Frizzi diventare Sandy Marton e Piero Pelù è stata la rivelazione di potenzialità inespresse e li ha fatti tornare in auge. Ma sono state una sorpresa anche Gigliola Cinquetti che ha fatto Loredana Bertè e Gianna Nannini, poi Bianca Guaccero, Roberta Lanfranchi, lo stesso Barbareschi. Quest’anno mi aspetto molto da Jasmine Rotolo, la figlia della compianta Stefania".

Quest’anno celebra in trasmissione anche il suo 73° compleanno che cade il prossimo venerdì...

"Ma io me ne sento una quarantina, che è l’età più interessante nella vita di una donna, quella in cui raggiunge la piena maturità. Ho la stessa gioia di vivere di allora, i dolori aiutano solo a comprendersi meglio".

Un bilancio di vita pienamente in attivo, allora...

"Ho avuto una famiglia d’origine meravigliosa e ho vissuto un amore che molti non provano mai, con cui ho costruito una vita che non cambierei di una virgola. Nel lavoro ho invece dovuto lottare per imporre il mio stile un po’ anglosassone, eclettico. Ero un bersaglio mobile tra personaggi riconoscibili per una sola specialità mentre io ballavo, cantavo, imitavo. Testarda e poliedrica, ho tirato avanti, forse faticando a entrare nel cuore del pubblico, ma oggi posso dire di aver vinto la sfida ai cliché. E da donna, in un mondo di maschilismo imperante, la soddisfazione è doppia. Anche perché non ho mai puntato tutto sul fisico: pensavo a essere un’artista e basta"

L’invidia l’ha talvolta sfiorata?

"Intanto capire il valore degli altri è importante. Io, poi, sono sempre stata coi piedi per terra senza mai guardarmi troppo intorno. Perché è il pubblico che alla fin fine stabilisce chi funziona e chi no. Altra cosa è l’emulazione che può essere utile".

Come ha riempito il vuoto lasciato dalla perdita di Gianni (Brezza, scomparso nel 2011 n.d.r.)?

"Nell’anima e dentro di me resteranno sempre le cose che ci siamo scambiati e mi hanno arricchita ma non ho voluto ancorare i ricordi a dei posti. La casa di Roma l’ho rivoluzionata, ne ho comprata una vicino a Orbetello e non ho più le barche perché non volevo condividerle con un marinaio o altri che non fossero mio marito. Poi ho sempre avuto accanto a sorreggermi la fede. Per anni non ho potuto accedere all’Eucarestia perché stavo con un divorziato, adesso mi sono riavvicinata ai sacramenti e la religiosità si è fatta più visibile e tangibile".

Del mondo dello spettacolo di oggi che cosa le piace?

"Le donne stanno regredendo puntanto tutto sulla fisicità. Io non sono social ma le foto che postano sono tutte in pose sexy e ammiccanti. In più non si fanno più programmi di varietà perchè manca il pubblico. Ai miei tempi balletti e sketch erano al servizio del programma e non semplici occasioni per presentare un libro, un disco o un film. Mi ha fatto piacere che al mio “Benedetta Primavera“ (replicato dalla Rai in agosto) Fiorella Mannoia, Giorgia, Ambra Angiolini siano venute per fare un numero scritto per il programma".

L’esperienza la ripeterebbe?

"La considero la mia ultima follia. Da 30 anni non conducevo un programma, da 12 non cantavo e infatti mi sono fatta affiancare da una vocal coach. E’ stato un atto di coraggio anche sottopormi a sei ore di trucco per trasformarmi in Guillermo Mariotto. Da anni mi corteggiavano per tornare in tv ma mi ha convinta Stefano Coletta quando ha sciorinato a memoria tutti i testi delle mie canzoni".

In questi sessantatré anni di carriera chi le ha insegnato di più?

"Chi mi ha tolto il perbenismo è stato mio marito che mi vedeva troppo ingessata rispetto alla persona ironica che ero in privato. E mi ha fatto allontanare dalla tv per abbracciare il teatro, di cui non ho poi più potuto fare a meno".