Giuseppe Tassi
Giuseppe Tassi

Una GT Ferrari non deve stare chiusa in gabbia, nè prigioniera in un garage. Deve diventare un oggetto di uso quotidiano, per chi se la può permettere, senza rinunciare al top delle prestazioni. Su questi presupposti hanno lavorato i tecnici di Maranello per mettere a punto la nuova Portofino M, cioè modificata.

Guidare questo gioiello per le strade di Bologna, lungo l’irto percorso dei Colli e poi in autostrada è un autentico piacere: per gli occhi e per le emozione che dispensa. Il centro stile Ferrari ha reso più scultoreo il frontale con due ampie prese d’aria laterali e solchi profondi nella fiancate a beneficio dell’aerodinamica. I cerchi diamantati e il colore Celeste Met regalano a questa GT dalle due anime (è insieme coupé e spider) un profilo dinamico e aggressivo, ma senza inutili ostentazioni: è la composta eleganza della classe. La stessa che si ritrova nel cruscotto, dove una sciabola centrale in alluminio separa le bocchette d’aria dal cruscotto con contagiri analogico e due touch: uno da 10,25 pollici ad uso del guidatore e uno da 7, posto sul lato del passeggero che così può partecipare più attivamente alla vita di bordo, selezionando musiche e località da raggiungere e seguendo in diretta le prestazioni dell’auto.

Al volante Portofino M mantiene il suo stile garbato ed elegante, finchè non spingi a fondo l’acceleratore. Allora i 620 cv (20 in più della versione precedente) fanno sentire la loro voce, anche perché i silenziatori posteriori sono stati eliminati.

Per rendere più prestazionale l’auto, i tecnici di Maranello hanno montato sulla Portofino M il cambio automatico a doppia frizione e otto rapporti già utilizzato per la SF90 Stradale e aggiunto al classico manettino la modalità Race. A vegliare sul pilota e sull’assetto stradale l’angelo custode FDE, il sistema di controllo elettronico che agisce in particolare sulla dinamica laterale dell’auto. E’ in questo delicato equilibrio tra la potenza del motore e la necessità di un controllo che Portofino M regala le sue schiette emozioni: scatti e accelerazioni brucianti (0-100 in 3,45 secondi, 320 orari di velocità massima) curve disegnate con la precisione di binari. scalate automatiche al millisecondo e morbidezza di guida nei tratti autostradali.

E poi l’infantile emozione di azionare il tetto apribile che in 14 secondi trasforma il coupé in spider, definendo la seconda anima di questa GT. Se la temperatura esterna è troppo rigida, un soffiio di aria calda esce dalla testiera del sedile in direzione del collo. E dentro l’abitacolo si può dialogare facilmente senza essere troppo disturbati dal vento, sempre convogliato in modo opportuno.

Definita una 2+1 per i due piccoli posti posteriori, Portofino M offre anche un bagagliaio da 292 litri. E a conferma della sua ambizione ad un utilizzo quotidiano aggiunge una serie di ausili alla guida come il cuise control adattivo, il controllo dell’angolo cieco, la segnalazione di frenata anti-collisone. Il gioiello costa 206.150 euro e la fila di fortunati collezionisti è già lunga.