Ballerino, attore e modello ucraino, Sergei Polunin ha 31 anni
Ballerino, attore e modello ucraino, Sergei Polunin ha 31 anni
di Elisa Vaccarino "Ho sempre pensato alle persone tatuate come individui liberi e creativi, che sfidano i divieti, e mi sono fatto diversi tatuaggi anche perché quasi nessuno ne ha nel mondo della danza". Controcorrente Sergei Polunin, la stella della danza più celebrata del momento. Dissacrante, divisivo (il suo tatuaggio più noto è quello su Putin), bad boy del balletto. "Siamo granelli di polvere sospesi tra il bene e il male, l’angelico e il demoniaco – le sue parole –; credo che il vero artista debba entrare in contatto con ambedue le dimensioni, godendo sia della luce sia del buio". E di oscurità tratta anche la sua ultima fatica Metànoia, cioè mutamento radicale, conversione, ovvero lo spettacolo che Sergei Polunin porterà al Teatro Alighieri di Ravenna dal primo al 5 settembre in prima assoluta. Troppo...

di Elisa

Vaccarino

"Ho sempre pensato alle persone tatuate come individui liberi e creativi, che sfidano i divieti, e mi sono fatto diversi tatuaggi anche perché quasi nessuno ne ha nel mondo della danza". Controcorrente Sergei Polunin, la stella della danza più celebrata del momento. Dissacrante, divisivo (il suo tatuaggio più noto è quello su Putin), bad boy del balletto. "Siamo granelli di polvere sospesi tra il bene e il male, l’angelico e il demoniaco – le sue parole –; credo che il vero artista debba entrare in contatto con ambedue le dimensioni, godendo sia della luce sia del buio".

E di oscurità tratta anche la sua ultima fatica Metànoia, cioè mutamento radicale, conversione, ovvero lo spettacolo che Sergei Polunin porterà al Teatro Alighieri di Ravenna dal primo al 5 settembre in prima assoluta. Troppo facile identificare il titolo con la fase esistenziale odierna del ballerino ucraino, già maudit in fuga dai suoi fantasmi, oggi padre orgoglioso del piccolo Mir, mondo, il bimbo avuto da Elena Ilinykh, pattinatrice sul ghiaccio, e imprenditore culturale tramite la sua Polunin Ink su tutti i fronti, teatro, cinema, moda. Di recente ha anche dichiarato che sta cancellando i suoi stra-famosi tattoo. Metamorfosi di pacificazione.

Dei tre canti danteschi, Polunin forse non a caso si è riservato Purgatorio su musica di Gregory Revert; Inferno invece è affidato all’amico Ross Freddie Ray su musica di Miroslav Bako e Paradiso ai gemelli Jiri e Otto Bubenicek su musica di Kirill Richter.

Quando ha incontrato Dante?

"Il Poeta è noto ovunque, ha un impatto culturale planetario profondo, comprensibile a tutti; è stata però la commissione di Ravenna Festival, tre anni fa, a darmi la vera spinta per il mio viaggio nel mondo dantesco; ho letto il libro in inglese, ben sapendo che in italiano è più ricco". Che significato ha debuttare nella città del sepolcro dantesco?

"Non avevo collegato Dante a Ravenna finora. Appena arrivato ho visto la tomba del poeta con enorme commozione. Ho viaggiato tanto in Italia per i miei spettacoli, ma sempre con poco tempo per visitarne le bellezze; ora vorrei portare Dante Metànoia nei più importanti luoghi danteschi italiani, oltre che nei miei tour internazionali. Tengo all’ensemble di artisti di talento riuniti dal progetto, sia per la musica, sia per il video design e mapping, alcuni con cui avevo già collaborato, altri nel mio team per la prima volta. Questo Dante è una piattaforma creativa condivisa da artisti che mi hanno sorpreso per le idee che hanno saputo apportare".

Cosa lo ha attratto nel Purgatorio, tanto da firmare personalmente l’atto del "mondo di mezzo", quello del pentimento e della purificazione?

"Non volevo la responsabilità, troppo grande, di affrontare l’Inferno o il Paradiso; sono agli inizi del mio percorso coreografico; mi sono sentito più sicuro con il Purgatorio, a metà dello spettacolo, per dare una pausa emozionale, dopo l’Inferno molto colorato e prima della luminosità del Paradiso; il mio percorso ‘risuona’ con quello di Dante, attraversa i gironi, con la guida di Beatrice, cioè la voce di Andjela Ninkovic; al pianoforte live ci saranno Kemal Gekic e Kirill Richter. Una grande équipe che sa ascoltare e progettare".

Ha portato a Ravenna anche la sua famiglia?

"Siamo qui tutti insieme: Elena è una straordinaria consigliera; Mir segue le prove, adora stare in teatro".

È uscita intanto la sua autobiografia Free: a Life in Images and Words con il contributo di un maestro come Albert Watson e la prefazione di Helen Mirren, che a 13 anni voleva entrare alla Royal Ballet School e che danza con molto humor nella Vacinada di Checco Zalone; come è nato questo super progetto?

"Semplicemente il lockdown ha dato una grossa mano. Ho avuto il tempo per realizzarlo". Quando arriverà il suo nuovo film Dancer II di Anton Corbijn, di cui già si trova online la preview su In your Room dei Depeche Mode?

"Per il film, siamo agli inizi; quanto al resto, ci sono artisti che preferiscono concentrarsi solo sul teatro; io cerco un equilibrio tra le proposte che mi stimolano. Ogni volta si deve saper scegliere il meglio per sé".