Pompei, gli oggetti che compongono il tesoro della fattucchiera (Ansa)
Pompei, gli oggetti che compongono il tesoro della fattucchiera (Ansa)

Pompei, 12 agosto 2019 - Pompei restituisce una nuova strabiliante scoperta: è il tesoro della fattucchiera, emerso dagli scavi - ancora in corso - nella Casa del Giardino della Regio V e appena finito di restaurare. Uno scrigno in legno e metallo pieno di oggetti femminili, specchi, gemme e collane, ma soprattutto di tantissimi amuleti per proteggersi dalla malasorte. Bamboline, campanelle, falli e persino un piccolo teschio.

Tutte queste meraviglie potrebbero essere appartenute alla padrona di casa, anche se gli archeologhi non escludono altre ipotesi perché la cassetta si trovava in un ambiente di servizio, lontano dalla stanza da letto della matrona e anche dall'atrio della domus dove sono stati ritrovati gli scheletri di dieci persone, praticamente l'intera famiglia, sterminata dalla violenza dell'eruzione mentre tentava di mettersi in salvo. Non solo: mancano gli ori che a Pompei tutte le donne amavano esibire e che certamente non potevano mancare nel portagioie di una giovane signora, seppure di media ricchezza. Le collane contenute nel piccolo forziere sembrano quindi raccontare un'altra storia: "Si potrebbe trattare di monili da indossare per occasioni rituali, più che per mostrarsi elegante", spiega il direttore del Parco, Massimo Osanna, all'Ansa.

Una raccolta di piccole cose in qualche modo legate alla magia, che potrebbero essere state l'armamentario di una persona, forse anche una schiava, dotata di particolari capacità taumaturgiche e di un rapporto privilegiato con gli aspetti più magici del vivere quotidiano. Si potrebbe spiegare così questa collezione di strani oggetti che nel mondo romano avevano a che fare con la fertilità, la seduzione, il buon esito di un parto o di un matrimonio. 

Gli studi sulla Casa del Giardino (la stessa nella quale è stata ritrovata l'iscrizione che ha cambiato la data dell'eruzione del Vesuvio posticipandola dal 24 agosto al 24 ottobre del 79 d.C) sono di fatto ancora agli inizi. Gli oggetti sono appena stati ripuliti e restaurati e soltanto ora si potrà cominciare ad esaminarli e studiarli uno ad uno. Del tesoro fanno parte due specchi, diversi vaghi di collana, elementi decorativi in faience, bronzo, osso e ambra, un unguentario vitreo, amuleti fallici, due frammenti di una spiga di circa 8 cm e una figura umana (entrambi in ambra, probabilmente dal valore apotropaico) e varie gemme (tra le quali un'ametista con figura femminile e una corniola con figura di artigiano). Diversi pezzi si contraddistinguono per la qualità pregiata dei materiali, oltre che per la fattura. Tra le paste vitree, straordinarie sono quelle con incise, su una la testa di Dioniso, sull'altra un satiro danzante.

Inoltre il team di specialisti del Grande Progetto Pompei sta lavorando per fare luce sulla composizione della famiglia, il primo passo per cercare di ricostruirne la storia.