Brasile, foresta amazzonica
Brasile, foresta amazzonica

Una specie animale su otto rischia di scomparire a causa del global warming. Tuttavia, negli ultimi 250 anni a pagare il prezzo più alto è stato il mondo vegetale, che a causa dei cambiamenti climatici ha perso quasi 600 specie di piante, il doppio di tutti i mammiferi, gli uccelli e gli anfibi messi insieme andati estinti nello stesso arco di tempo. Il calcolo è frutto del lavoro di un team del Royal Botanic Garden (Regno Unito), che ha pubblicato i risultati del proprio studio sulla rivista Nature Ecology and Evolution.

DUE SPECIE ESTINTE OGNI ANNO
Per avere un'idea precisa delle piante svanite negli ultimi due secoli e mezzo, gli scienziato hanno preso in esame rapporti e indagini riguardanti oltre 1200 specie vegetali. Incrociando i dati, è così emerso che le piante si estinguono a una velocità 500 volte superiore ai livelli standard. Per la precisione, tra il 1753 e il 2018, 571 specie sono finite nell'oblio, al ritmo di circa due all'anno. La stima è quattro volte più alta del precedente calcolo fatto dall'Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN), secondo cui le specie estinte erano meno di 150.

UN QUADRO ANCORA DA DECIFRARE
Le informazioni raccolte documentano che le estinzioni sembrano più elevate nelle isole e nelle zone tropicali, e in generale riguardano soprattutto specie con una ristretto numero di varietà, come nel caso degli arbusti. Al netto di queste evidenze, scienziati non sono però riusciti a trovare un chiaro schema genetico o evolutivo che faccia prevedere quale siano le piante più a rischio da qui al futuro, cosa che rende difficile un ipotetico piano di intervento per la conservazione della flora.

TUTTA COLPA DELL'UOMO
Quanto alle cause, gli scienziati si dichiarano certi che alla base della massiccia estinzione ci siano i cambiamenti ambientali e climatici causati dagli esseri umani. Il rapido declino delle piante ha forse un impatto emotivo minore rispetto ad esempio alla strage degli insetti o alla temuta scomparsa delle giraffe, ma le conseguenze per il pianeta sono, se possibile, ancora più devastanti. 

Gli ecosistemi vegetali sono infatti responsabili della produzione di ossigeno e del sequestro della CO2 atmosferica, ma forniscono anche supporto diretto per il cibo e i materiali di costruzione. La loro salvaguardia, concludono gli autori, è quindi di fondamentale importanza per la sopravvivenza della stessa civiltà umana.