Giovedì 18 Luglio 2024
VIOLETTA DE NICOLAIS
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Pianeta sidro. Un nettare caro anche ai Romani

Il sidro, antica bevanda derivata dalle mele, ha origini millenarie e viene prodotto con tecniche tradizionali. Nutriente e versatile, si presta ad essere abbinato a diverse pietanze e servito in bicchieri specifici per esaltarne gli aromi.

Pianeta sidro. Un nettare caro anche ai Romani

Pianeta sidro. Un nettare caro anche ai Romani

Fresco, aromatico e leggermente alcolico. ll sidro – una bevanda derivata dalla fermentazione delle mele – ha origini antichissime. Gli Egizi, i Bizantini, i Greci e Romani già ne andavano pazzi. La testimonianza archeologica più antica risale al III millennio a. c , rappresentata da alcune ceramiche contenenti tracce della bevanda ritrovate in Spagna. Nel tempo gli Arabi ampliarono il ventaglio delle varietà di mele disponibili per la produzione, perfezionando le tecniche agricole dell’epoca.

Solo nel 1066, grazie a Guglielmo il Conquistatore, il sidro arrivò invece in Gran Bretagna, che è oggi uno dei maggiori produttorI. Il sidro nasce solitamente dalla fermentazione del succo di mela. Alcune varianti prevedono però l’utilizzo di altre materie prime vegetali, tra cui le pere. Molto diffuso nel nord Europa, il sidro sta cominciando ad attrarre molti estimatori anche nel nostro Paese.

Il sidro prodotto con il metodo tradizionale è paragonabile a un buon vino o a una raffinata birra artigianale, per complessità aromatica, olfattiva e gustativa. Le varietà più pregiate sono preparate,mescolando mele di varie specie. Una delle più utilizzate è la bittersweet britannica, dolce e aspra al punto giusto. Successivamente il succo viene convogliato in grossi contenitori dove parte il processo di fermentazione dovuto ai lieviti presenti nella buccia dei frutti o, talvolta, aggiunti artificialmente.

Terminata la fase di fermentazione, il sidro viene purificato e pompato nella vasca di miscelazione, in cui viene in certi casi mescolato con sidri prodotti da differenti varietà di mele (o altra frutta) e tagliato con succo di mela fresco, per dare vita alla carbonazione finale per la rifermentazione in bottiglia. Il gusto è simile a quello dei vini bianchi più leggeri, le note aromatiche principali sono il fruttato fresco, lo speziato e il floreale. Un’eventuale assenza di cristallinità non deve essere considerata un difetto, in particolare nei prodotti in cui sono presenti vari tipi di frutta.

Da un punto di vista nutrizionale il sidro è una miniera di sali minerali. Dotato di proprietà antiossidanti, è considerato un alleato contro la ritenzione idrica e per contrastare disturbi dello stomaco, stimolando la digestione. Come accompagnarlo alle pietanze? Dipende dalla varietà. Un sidro frizzante dolce è perfetto per l’aperitivo, quello demi- sec può essere servito con salumi e prodotti da forno, il frizzante secco è godibile anche lontano dai pasti. Il tipo spumantizzato è una valida alternativa ai brindisi durante le occazioni speciali come Natale e Capodanno. Il fermo è più adatto alla stagione invernale.

Le patite del bon ton si chiederanno quali bicchieri utilizzare per offrire il sidro. Anche in questo caso la tipologia è determinante. Per i frizzanti via libera alla classica pinta americana, coppa di champagne o flûte per gli spumantizzati, ballon o un calice a tulipano per i fermi. Così da contenere la volatilità degli aromi più sfuggenti.