Diventare bravi in qualcosa che ci appassiona potrebbe avere un prezzo da pagare
Diventare bravi in qualcosa che ci appassiona potrebbe avere un prezzo da pagare

Più diventiamo bravi a fare una cosa che ci appassiona, più rischiamo di perdere il gusto di farla. È il prezzo da pagare per la competenza, secondo uno studio della University of Massachusetts Boston e della Northwestern University: man mano che approfondiamo un hobby – che sia il cinema, la fotografia o il vino – e acquisiamo esperienza e conoscenza, più è possibile che si affievolisca il coinvolgimento emotivo.

Una sorta di paradosso

"A tutti probabilmente è capitato, dopo aver fatto qualcosa per molto tempo, di pensare di aver acquisito una certa competenza, e tuttavia non sentiamo più quel fremito che sentivamo all'inizio", ha detto l'autore principale della ricerca, Matthew D. Rocklage, al sito Academic Times. Si tratta di una sorta di ironico effetto collaterale, perché una delle molle che ci spinge a perseguire la competenza in una materia che amiamo (e quindi a spendere soldi in attrezzatura fotografica sempre migliore o vino sempre più ricercato, o a leggere riviste di cinema e vedere tutti i film che riusciamo, oppure fare corsi, eccetera) è proprio la convinzione che in questo modo le nostre esperienze saranno più ricche e gratificanti.

Come ritrovare il piacere perduto

Non trovando riscontri su questo meccanismo psicologico nella letteratura scientifica, Rocklage e colleghi hanno deciso di indagare. Attraverso metodi di analisi del linguaggio che permettono di "misurare" il coinvolgimento emotivo di chi scrive, hanno confrontato oltre tre milioni di recensioni di 8627 film su Rotten Tomatoes, firmate da 643mila utenti comuni e seimila critici professionisti. Altrettanto hanno fatto con 33mila autori di recensioni sul sito dedicato alla birra BeerAdvocate e con 38mila appassionati di vino sul sito CellarTracker. Si è notato con chiarezza che un approccio più consapevole, tecnico e analitico, recensione dopo recensione, va di pari passo con una maggiore freddezza. Le osservazioni sono state poi confermate da ulteriori esperimenti.

Ma per fortuna non è una strada senza ritorno: "L'intorpidimento emotivo non è un costo inevitabile dell'acquisizione di informazioni", dicono i ricercatori, "deriva piuttosto da come l'utilizzo di queste informazioni guida i nostri giudizi e le nostre esperienze". In parole povere, se una persona si accorge di essere vittima di "competenza narcotizzante" deve sforzarsi di concentrarsi sul piacere che gli dava la sua passione e avrà buone chance di ritrovare l'emozione perduta.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Journal of Consumer Research.