Vista ai raggi UV
Vista ai raggi UV
Il pesce pagliaccio, icona mondiale grazie al film 'Alla ricerca di Nemo', ha davvero un talento speciale quando si tratta di scovare un proprio simile disperso chissà dove. A certificarlo è un recente studio, secondo cui questo vivacissimo pesce può fare affidamento su una 'super vista' da fumetto, in grado di captare la luce ultravioletta.

Il lavoro della University of Queensland (Australia) si è concentrato su uno dei tanti 'cugini' di Nemo, ossia il pesce pagliaccio della Grande barriera corallina, noto con il nome scientifico di Amphiprion akindynos. Tramite un'approfondita indagine genetica, l'equipe ha scoperto che i fotorecettori dell'animale riescono a distinguere in modo eccellente i colori, ma anche a percepire i raggi UV.

Questa sorta di superpotere fornirebbe un duplice vantaggio: individuare gli amici e trovare ciò che serve per riempirsi la pancia. Le caratteristiche strisce bianche presenti sulla livrea dei pesci pagliaccio riflettono infatti la radiazione ultravioletta, creando una rete di segnali che risultano invisibili ai predatori. "L'UV è essenzialmente un canale segreto che solo questi pesciolini possono usare per parlare tra loro", ha spiegato il biologo svizzero Fabio Cortesi, coordinatore dello studio.

Quanto al cibo, la speciale vista aiuterebbe i membri della specie a identificare lo zooplancto n di cui si nutrono. Le minuscole creature alla base della catena alimentare oceanica non assorbono la luce ultravioletta, il che significa che agli occhi di un pesce pagliaccio appaiono come delle macchie scure facili da vedere.

Nell'articolo pubblicato su Scientific Reports, il team sottolinea inoltre che Nemo e cugini sono animali molto territoriali, tanto da attaccare chiunque cerchi di avvicinarsi agli anemoni in cui vivono. L'abilità potrebbe insomma essere molto utile al pesce pagliaccio anche per valutare i potenziali intrusi, così da tenerli a distanza di sicurezza.