di Umberto Martuscelli

Jessica? Sì, la figlia di Bruce Springsteen… Così fino a qualche tempo fa. Adesso invece potremmo quasi dire che la situazione si sia invertita: Bruce? Ah sì, il padre di Jessica Springsteen! Si scherza, ma non troppo: nel mondo dello sport equestre oggi come oggi è probabilmente conosciuta e rinomata la figlia più del padre. Un padre e una madre – Patti Scialfa – i quali hanno avuto innegabilmente un ruolo fondamentale nell’affermazione di questa amazzone quasi trentenne (è nata il 30 dicembre 1991) grazie alla disponibilità economica e agli investimenti profusi nel tempo; però un padre e una madre la cui fama e il cui denaro hanno anche rappresentato un carico dal peso non indifferente sulle spalle di una persona che si è trovata a dover crescere con addosso il simbolo di ‘figlia di’. E sappiamo bene come talvolta, se non addirittura spesso, essere ‘figli di’ possa rappresentare un limite più che un’opportunità.

Jessica invece prima ancora che come amazzone è stata bravissima come persona. Pur rimanendo volentieri dentro l’aura di celebrità ereditata dai genitori, ha saputo emanciparsene dimostrando un carattere e una maturità ammirevoli. Ovviamente fin dal suo primo apparire sulle scene dello sport Jessica è balzata all’onore delle cronache per il solo fatto di chiamarsi Springsteen, quindi del tutto a prescindere dalle sue capacità di atleta. E c’è stato chi ha sostenuto con un filo di malignità che in uno sport in cui l’atleta-cavallo riveste una così cospicua importanza, non deve essere stato molto difficile arrivare ai più alti livelli avendo sotto la sella un… patrimonio come quello di Bruce e Patti. Il che è vero solo in parte.

E’ innegabile infatti che i cavalli di qualità (cioè quelli più costosi) aiutino parecchio, ma è altrettanto vero che perfino il cavallo migliore al mondo bisogna saperlo montare bene. Un esemplare di grande qualità in effetti può sopperire a una cattiva equitazione, ma solo temporaneamente: alla lunga invece, anche il cavallo fuoriclasse se montato male perde la sua eccellenza. Jessica tutto ciò l’ha sempre saputo: per questa ragione le sue innegabili doti di amazzone ha sempre voluto affinarle grazie al lavoro costante, indefesso, animata da una passione divorante per i cavalli e per lo sport fino a far diventare questa vita la sua vita. E facendosi seguire da maestri di sapienza ed esperienza, perché una delle leggi fondamentali che stanno alla base dello sport equestre è che con i cavalli non si finisce mai di imparare. Mai. Quando sabato 7 agosto 2021 è salita sul podio alle Olimpiadi di Tokyo con Laura Kraut e a McLain Ward per ricevere la medaglia d’argento a squadre, Jessica ha di fatto dichiarato come concluso il primo lungo e importante periodo della sua vita di amazzone internazionale: quello della crescita e dell’affermazione.

Raggiungere il gradino di quel podio significa aver fatto una grande gara, ma più ancora significa aver compiuto un percorso per arrivarvi perfino più importante del risultato. E, in questo percorso, è comparsa a un certo punto una figura fondamentale, l’attuale compagno di Jessica. Stiamo scadendo nel gossip? No: perché il findanzato di Jessica è semplicemente il numero uno dei cavalieri italiani, Lorenzo de Luca. Un fuoriclasse magnifico che a Jessica non ha solo dato – ricambiato – tutto l’amore possibile, ma anche l’esperienza e la sapienza del campione e del grande uomo di cavalli. Entrambi hanno abbandonato il Paese d’origine per radicarsi là dove pulsa il cuore dello sport equestre (e dell’allevamento) mondiale, quell’area del nord Europa compresa tra Olanda, Belgio e Germania.

Lì, hanno costruito la più importante parte della loro carriera sportiva e di persone di cavalli, per poi incontrarsi, conoscersi e unirsi anche in un rapporto sentimentale che ha tutto: amore, sport, cavalli, gare, viaggi, allenamenti. E’ la definizione più scontata e banale che si possa immaginare, ma è anche la più vera: oggi Jessica Springsteen e Lorenzo de Luca sono la coppia più bella del mondo dello sport equestre. Dove per ‘bella’ si intende un apprezzamento di carattere non solo fisico ed estetico.