New York, 5 aprile 2017 - Quello spot di Kendall Jenner per Pepsi proprio non è andato giù  agli americani. E sotto la bufera di critiche Pepsi ha deciso di fare un passo indietro: ha ritirato la pubblicità con la supermodella americana figlia di Caitlin Jenner.

Nello spot Kendall Jenner prima scendeva in piazza con i dimostranti per i diritti civili, poi 'risolveva' le tensioni con la polizia offrendo una lattina di Pepsi a un agente schierato di fronte ai manifestanti. Per questo spot la Pepsi è stata accusata di aver sfruttato le proteste e i movimenti di giustizia sociale a scopi commerciali. A criticarla anche Bernice King, la figlia minore di Martin Luther King Jr, che twittando una foto del padre ha scritto: "Se solo mio padre avesse saputo del potere di Pepsi".

In particolare lo spot è risultato odioso al movimento #blacklivesmatter, nato opo la serie di uccisioni di neri da parte di poliziotti bianchi negli ultimi anni: gli attivisti accusano la Pepsi di sfruttarne o irriderne il messaggio. Kendall Jenner, dicono, "cammina attraverso una strada dove è in corso una protesta per dare ad un agente un barattolo di Pepsi e così, miracolosamente, riesce a tranquillizzare la folla urlante". La scena inoltre ricorda in modo netto l'immagine usata come icona dal movimento "Black Lives Matter" dove è immortalato quando avvenuto lo scorso anno a luglio a Baton Rouge in Florida, quando un'infermiera nera, Leisha Evans, venne arrestata bruscamente dagli agenti mentre, completamente disarmata, è ferma in mezzo alla strada mentre si dirige verso gli agenti.

Usa, tensioni e proteste

Messa alle strette da tante critiche, la società si scusa: "Abbiamo cercato di proiettare un messaggio di unità, pace e comprensione - spiega Pepsi - Chiaramente non abbiamo centrato il punto e chiediamo scusa".

Le critiche erano arrivate da tutti gli schieramenti con una pioggia di tweet al veleno: da destra i detrattori dello spot sostengono che una multinazionale e una modella che vive fuori dal mondo appoggiano le posizioni dei liberal; da sinistra affermano che la multinazionale e la modella cercano di lucrare sui diritti civili dei neri, dei migranti e della comunità Lgbt. Insomma, comunque la si guardi è stato un passo falso.