Psicolaura. Le lacrime riversate ieri dalla Pausini nel corso della conferenza stampa per parlare della candidatura all’Oscar di Io Sì (Seen), inclusa nella cinquina della miglior canzone originale per il film La vita davanti a sé di Edoardo Ponti con Sophia Loren, la dicono lunga su cosa le si agiti dentro in questo momento. Felicità,...

Psicolaura. Le lacrime riversate ieri dalla Pausini nel corso della conferenza stampa per parlare della candidatura all’Oscar di Io Sì (Seen), inclusa nella cinquina della miglior canzone originale per il film La vita davanti a sé di Edoardo Ponti con Sophia Loren, la dicono lunga su cosa le si agiti dentro in questo momento. Felicità, orgoglio, ma anche stress davanti a una situazione devastante per una globetrotter del pop come lei costretta da un anno in casa dalla pandemia.

Con il recente trionfo ai Golden Globe, l’ugola di Solarolo si avvicina a grandi passi a quello che potrebbe essere il traguardo di una vita, ma che già adesso la spinge a chiedersi che ci sarà dopo. "È un riconoscimento che va oltre il mio nome" spiega asciugandosi le guance. "Per me è un onore da italiana portare l’Italia agli Oscar. Farò il meglio per rendervi orgogliosi". Una superstar chiusa in gabbia dal virus che ha già pronto il discorso e la dedica del premio a papà Fabrizio, ma che ammette di portarsi dietro una specie di “sindrome dell’impostore” fin dal giorno in cui Sanremo ("condurlo nel 2022? Non so che dire, meglio pensare al nuovo disco") le ha cambiato vita.

"È vero che non mi sono mai accontentata, rimboccandomi le maniche e lavorando duro, ma da allora non faccio che chiedermi: perché io? Perché a me?", ammette, rivelando di sentirsi meno in ansia a parlare con Beyoncé che con Pippo Baudo. "Per molto tempo ho pensato fosse fortuna, ma non si può avere fortuna per 28 anni di fila. Tempo fa sono andata anche da un analista perché mi sentivo in colpa per il successo, alla fine ho capito che è la mia voce a unire. Ma la paura di sentirmi speciale rimane. Vi posso piacere o no, ma sono fatta così".

Andrea Spinelli