di Lorenzo Frassoldati

Chi l’ha detto che i grandi vini francesi sono inavvicinabili per il prezzo? Magari manca la conoscenza approfondita dei territori, ma i prezzi sono abbordabili come ha dimostrato la degustazione (130 etichette) di Palazzo Varignana sulle colline di Castel San Pietro (Bologna) Terme dal gruppo Les Grands Chais de France facente capo alla famiglia alsaziana Helfrich. Un colosso del vino di qualità transalpino che possiede ‘domaines’ di proprietà nei territori più vocati per la produzione di vini fermi e Crémants (bollicine con meno pressione dello champagne, tipo il nostro satèn) dalla Valle della Loira a Bordeaux, e dal Languedoc – Roussillon alla Provenza e Valle del Rodano, fino in Borgogna nonché in Jura e Alsazia. Il gruppo è il primo esportatore nel mondo, con più di 170 Paesi. La famiglia Helfrich è tra i primi attori della piazza di Bordeaux (701 ettari) e – con il marchio Crus & Domaines de France - è anche uno dei négociants (commercianti) di Bordeaux. Il volto italiano del gruppo è Romina Romano, di Reggio Emilia, cui è affidato lo sviluppo del mercato Italia. Sul canale Horeca i risultati ci sono: si è passati dalle 3.600 bottiglie del 2017 al 2020 con 120.000. "Il consumatore italiano apprezza i Crémant alsaziani della maison Arthur Metz e i Crémant de Limoux della Maison Salasar con la sua Blanquette dal perlàge elegante – racconta Romina - ma è anche appassionato di Borgogna". I prezzi: Chateau de Montgueret (Loira), Saumur (chenin blanc) 2015, 18 mesi in barrique a 12 euro; il rosé provenzale di Chateau de La Galiniere, "Sainte-Victoire 2020" , un cru bio a 15 euro; un Bordeaux superiore Chateau Du Bois Chantant 2018 a 12 euro, un Bordeaux Grand Cru Saint Emilion "Vieux Chateau des Combes 2017" che esce a 25 euro.