Buona Pasqua!
Buona Pasqua!

Quelli di domenica 4 aprile 2021, giorno di Pasqua, saranno festeggiamenti in sordina: tutta l'Italia sarà in zona rossa e si potrà fare visiva a parenti e amici solo in casi particolari. Se però all'atto pratico dovremo rispettare una serie di limitazioni, nella sostanza non cambia il significato della più importante festività cristiana, quella che celebra la resurrezione di Gesù Cristo. Approfittiamone per (ri)scoprire come mai il giorno di Pasqua cambia ogni anno, che differenza c'è con la Pasqua ebraica e cosa c'entrano gli agnelli, i conigli e le uova di cioccolato.

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Perché la data della Pasqua è mobile

La Pasqua si celebra in una domenica compresa fra il 22 marzo e il 25 aprile e si definisce bassa o alta a seconda del momento in cui cade. La scelta della domenica deriva dal fatto che nei Vangeli si legge che il giorno successivo al sabato fu scoperto il sepolcro vuoto di Gesù. La specifica domenica di ogni anno è invece legata al calendario lunare: è infatti fissata la domenica successiva al primo plenilunio dopo l'equinozio di primavera. Il fatto che sia una festa mobile determina ogni anno date differenti per le altre celebrazioni a essa collegate, ad esempio la Quaresima, la Settimana Santa, l'Ascensione e la Pentecoste.

Inizialmente, però, la datazione della Pasqua fu motivo di controversie anche molto accese all'interno della comunità cristiana. Capitava che, a seconda delle zone, fosse festeggiata in giorni diversi. Fu il Concilio di Nicea del 325 d.C. a stabilire un unico criterio, quello legato al calendario lunare.
 


La Pasqua ebraica

Il nome Pasqua deriva dall'aramaico "pasah", che significa "passare oltre". La Pasqua ebraica, chiamata Pesach, era originariamente legata all'attività agricola ed era dedicata alle primissime raccolte di frutti e coltivazioni. In un secondo momento divenne la celebrazione della liberazione degli Ebrei dalla schiavitù in Egitto e in particolare del giorno in cui Dio uccise tutti i primogeniti egiziani risparmiando quelli degli Ebrei, le cui case erano distinguibili perché le porte erano state dipinte con sangue d'agnello. Proprio il "passare oltre" di Dio, il suo non soffermarsi, motiva i nomi Pesach e Pasqua.
Pur essendo diverse, Pasqua e Pesach si festeggiano nelle medesime settimane e può capitare che i giorni coincidano: dipende, come già detto, dal calendario lunare.
 

Agnelli, conigli e uova di cioccolato

Proprio l'eccidio dei primogeniti d'Egitto, con il sangue d'agnello che salva quelli ebrei, è alla base della tradizione di mangiare carne d'agnello il giorno di Pasqua. Dal punto di vista simbolico, inoltre, l'agnello immolato è un diretto riferimento a Cristo che si sacrifica per il bene dell'umanità.

La tradizione di decorare uova per abbellire le case deriva probabilmente da due fattori. Uno è anch'esso simbolico (dall'uovo nasce la vita, così come dalla resurrezione di Gesù dipende la vita eterna), mentre il secondo è più pratico: in passato, durante la Quaresima, era vietato mangiare carne e anche uova. Le galline, però, le depositavano comunque e da qui nacque l'usanza di bollirle fino a farle diventare durissime e poi dipingerle con simboli e colori sacri.

L'idea che le uova potessero essere di cioccolato è invece stata una felice intuizione commerciale avuta nel 1875 dai dirigenti di un'azienda dolciaria inglese, la Cadbury (esiste ancora oggi). Riguardo ai conigli di cioccolato, anch'essi frequenti nelle celebrazioni pasquali odierne, non è chiaro come siano stati associati alla Pasqua, anche perché nei Vangeli non compaiono. Non è escluso che richiamino il concetto di fertilità, legato alle festività pagane dedicate all'arrivo della primavera.