Una scena del film 'Parasite' - Foto: Barunson E&A
Una scena del film 'Parasite' - Foto: Barunson E&A
'Parasite', del sudcoreano Bong Joon-ho, ha vinto la Palma d'Oro al Festival di Cannes 2019, il Golden Globe come migliore film in lingua straniera e ci si aspetta che faccia il pieno di nomination agli Oscar 2020. Si spiega in questo modo la decisione di HBO di affidare a Bong e al regista Adam McKay ('La grande scommessa', 'Vice') il compito di sviluppare una serie TV. La trama, va da sé, ruoterà intorno ai temi della lotta di classe e delle disparità economiche e di opportunità sancite dal sistema post capitalistico.

Parasite, le ragioni del successo

Il film racconta infatti la storia di una famiglia povera che, con ingegno e sotterfugio, riesce a farsi assumere da una famiglia molto ricca, per svolgere le mansioni più disparate: un obiettivo che solo apparentemente consegna loro uno status sociale ed economico più roseo rispetto a quello nel quale vivevano in precedenza. In realtà basterà poco perché gli sforzi per migliorare la propria condizione vengano frustrati.

Il successo di 'Parasite', anche in Italia, è certamente stato alimentato da un tema, quello della contrapposizione fra classi sociali, che è molto sentito. Ma ha giocato un ruolo determinante la capacità di Bong Joon-ho di veicolarlo all'interno di un film di genere splendidamente orchestrato e straordinariamente facile da fruire, nonostante la complessità del discorso narrativo e formale messo in campo. Nasce da qui l'entusiasmo della critica, del pubblico e delle kermesse che assegnano premi cinematografici.

Per approfondire: Parasite, esce al cinema il miglior film dell'anno. Il trailer

La serie TV per HBO

Proprio per questo motivo la notizia della serie TV è stata accolta con interesse, ma anche con qualche dubbio: perché il progetto riesca e sia degnamente figlio del film, occorre un analogo controllo del linguaggio e un'analoga libertà creativa. C'è però da dire che HBO è la casa di telefilm ambiziosi e riusciti come 'Game of Thrones', 'Westworld', 'Watchmen' e 'Big Little Lies', dunque le premesse sono positive.

Stando a quanto riportato dal magazine Entertainment Weekly, Bong Joon-ho e Adam McKay seguiranno il progetto in qualità di produttori esecutivi. Tutti gli altri dettagli sono ancora misteriosi, compreso quale sarà il collegamento con il film, sempre che ce ne sia uno diretto. Si parla però di una "limited series", termine che indica uno show televisivo con un numero predeterminato di episodi, solitamente più di quelli tipici di una miniserie. Insomma, l'obiettivo è di aprire e chiudere un arco narrativo, senza lasciare porte aperte per successive stagioni.

Bong Joon-ho è più bravo di Adam McKay

Adam McKay è l'autore dei film 'La grande scommessa' (su una spericolata speculazione finanziaria avvenuta nel 2006-2007) e 'Vice - L'uomo nell'ombra' (storia di Dick Cheney e di come diventa il vice presidente di George W. Bush). Ha insomma dimostrato una certa predilezione per il racconto di storie vere che presentano più di un dilemma morale e che offrono la possibilità di guardare criticamente al sistema economico e politico statunitense. È un regista e sceneggiatore meno abile e raffinato di Bong Joon-ho, considerato uno dei migliori cineasti viventi, ma è un valido compagno di viaggio. Staremo a vedere dove condurrà la loro collaborazione.

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