di Piero Degli Antoni L’uomo dai mille volti. Ubaldo Pantani (50 anni, nella foto), è l’imitatore di Mai dire gol e Quelli che il calcio, pronto a porre sotto la sua lente d’ingrandimento deformante i personaggi del momento. Come sceglie i suoi bersagli? "Di solito mi colpisce un dettaglio. Di Massimo Giletti, per esempio, notai il modo sinuoso di muoversi. Di Lapo Elkann gli errori clamorosi che faceva in italiano. Di Corrado Augias l’aspetto gigionesco, i ritmi lentissimi. Il...

di Piero Degli Antoni

L’uomo dai mille volti. Ubaldo Pantani (50 anni, nella foto), è l’imitatore di Mai dire gol e Quelli che il calcio, pronto a porre sotto la sua lente d’ingrandimento deformante i personaggi del momento.

Come sceglie i suoi bersagli? "Di solito mi colpisce un dettaglio. Di Massimo Giletti, per esempio, notai il modo sinuoso di muoversi. Di Lapo Elkann gli errori clamorosi che faceva in italiano. Di Corrado Augias l’aspetto gigionesco, i ritmi lentissimi. Il ‘mio’ Augias esordiva con la frase ‘Ci siamo chiesti: possiamo fare cultura in tv annoiando? Crediamo di sì’. Andrea Pirlo per l’aria trasognata che ha in panchina, io scherzando l’ho addebitata a una componente etilica..."

Qualcuno ha mai protestato? "Quando feci l’imitazione di Tonio Cartonio (personaggio della Melevisione, interpretato da Danilo Bertazzi, ndr), affettando i tratti gay, si arrabbiò moltissimo. A Glob ricevemmo una lettera di richiamo dal direttore del Tg3 perché avevo preso in giro Marco Travaglio sottolineando la sua volontà di piacere a tutti i costi, anche raccontando barzellette. In seguito incontrai Travaglio e mi disse che non si era offeso per niente. Anche Giletti, la prima volta, non la prese bene, poi siamo diventati amici. Idem con Lapo Elkann".

Qualcuno che avrebbe voluto imitare senza riuscirci?

"Giuseppe Cruciani. O Mourinho, che è stato fatto da altri".

Ogni tanto capita che diversi imitatori si ispirino allo stesso personaggio. Le è capitato?

"Feci Antonio Conte nello stesso giorno in cui lo faceva anche Maurizio Crozza. È stato terribile. Anche se ognuno ha la propria chiave di lettura".

Quando ha scoperto la dote di imitatore?

"È innata e calpestata. Innata perché già a 7 – 8 anni nella mia cameretta facevo le stesse imitazioni che Sabani faceva in tv. Calpestata perché in realtà la mia aspirazione era fare il comico d’avanguardia, con umorismo surreale".

Che rapporto ha con i grandi di una volta, da Alighiero Noschese a Gigi Sabani?

"Quando ho cominciato a guardare la tv, Noschese apparteneva già al passato. Sabani spodestò tutti portando un modo nuovo di imitare, senza trucco, basato solo sulla voce e sulla mimica. Io invece sono tornato a fare il lavoro di Noschese, il trucco è massacrante. Poi mi capita di lavorare anche solo sulla voce, come accade in radio". Pantani debutta per la prima volta con uno spettacolo dal vivo basato sulle imitazione domani sera al Teatro Romano di Fiesole.