diLorenzo Frassoldati

Grandi manovre nel vigneto romagnolo. Già prima del Covid si mormorava di tante tenute in vendita. Adesso arriva la notizia del passaggio di mano di una azienda storica di Modigliana, la Castelluccio della famiglia Fiore, acquisita dalla società agricola Ottoviti Srl di proprietà dei fratelli Aldo e Paolo Rametta e di Cristiano Vitali (foto), imprenditori delle energie rinnovabili, già proprietari della cantina Poggio della Dogana a Terra del Sole-Castrocaro Terme (FC). L’operazione ha un doppio profilo, quantitativo e qualitativo. Creare una aggregazione di 30 ettari di vigneto tra Terra del Sole, Brisighella, Castrocaro Terme e Modigliana con un potenziale produttivo di 100mila bottiglie. È un modo per valorizzare i territori del Sangiovese romagnolo. "La Romagna – spiegano Aldo e Paolo Rametta e Cristiano Vitali - ha un potenziale enorme che va comunicato con le Menzioni geografiche aggiuntive (Mga)". Mga finora rimaste sulla carta in Romagna. Castelluccio è una delle cantine che hanno fatto la storia del Sangiovese romagnolo, assieme a Nicolucci, Fattoria Paradiso, Zerbina, Tre Monti, Umberto Cesari. Nata negli anni ’70 del secolo scorso come progetto ‘rivoluzionario’ dell’enologo Vittorio Fiore e dell’agronomo Remigio Bordini, puntò a vinificare su terreni difficili (i Ronchi) strappati al bosco, dando vita a dei crus (vini da singola vigna) da uve sangiovese, cabernet sauvignon e sauvignon blanc che stupirono per eleganza e longevità (Ronco delle Ginestre, dei Ciliegi, del Re, ecc). Modigliana poi è al centro di un progetto di valorizzazione (Stella dell’Appenino, 11 produttori sotto la guida dell’avvocato-vigneron Renzo Maria Morresi). "Castelluccio – ricordano i nuovi proprietari - è stata la prima esperienza di qualità della Romagna. Una filosofia che si sposa con la valorizzazione del Sangiovese". Poggio della Dogana è un’ avventura enoica nata nel 2017 su un totale di 20 ettari vitati - 9 dei quali a Castrocaro e 11 a Brisighella - in regime biologico puntando su Sangiovese e Albana secca per una produzione (2019) di 25mila bottiglie. In vigna e in cantina la realtà Ronchi di Castelluccio-Poggio della Dogana si affiderà a Francesco Bordini. A Castelluccio si riparte dal progetto originario: per ogni Ronco sarà prodotto un vino ottenuto dalla vigna di provenienza. Le vigne storiche saranno restaurate per rimettere in produzione il "Ronco Casone" ed il "Ronco della Simia". Per "Ronco Ginestre" e "Ronco dei Ciliegi" in attesa del ripristino le ultime vendemmie commercializzate saranno la 2013 e la 2015. Un vino-icona come il sauvignon blanc "Ronco del Re" tornerà ad essere l’eccezione e prodotto solo nelle annate più convincenti.