Una scena del film
Una scena del film

Il condizionale è d'obbligo, in tempi di pandemia da Coronavirus, ma lunedì 26 aprile alcune regioni potrebbero essere in zona gialla e le nuove norme del governo consentono la riapertura delle sale cinematografiche: in questo caso una delle novità programmate sarebbe l'attesissimo 'Minari', il film drammatico Lee Isaac Chung che è candidato a sei Oscar 2021. Un'ottima ragione per tornare al cinema.

Per approfondire: tutte le nomination agli Oscar 2021




Minari, tutto sul film

La trama è ambientata negli anni Ottanta e ruota attorno a Jacob, immigrato coreano che porta la sua famiglia dalla California all'Arkansas inseguendo il sogno di agguantare la stabilità economica lavorando come agricoltore. Il trasferimento in un angolo isolato degli Stati Uniti spiazza i famigliari di Jacob e le difficoltà di fare corrispondere sogno a realtà accentuano i problemi. Ciliegina sulla torta è l'arrivo dalla Corea della nonna, donna imprevedibile e singolare che rappresenterà una sorta di terremoto emotivo per figlio, cognata e nipotini.

'Minari' è scritto e diretto da Lee Isaac Chung, statunitense classe 1978 nato da genitori coreani e immigrati e cresciuto in una piccola comunità rurale dell'Arkansas. 'Minari' è parzialmente autobiografico ed è il suo quarto lungometraggio di finzione. Ha vinto il premio della giuria e quello del pubblico al Sundance Film Festival 2020, il Golden Globe 2021 come migliore film in lingua straniera ed è candidato a sei Oscar 2021: miglior film, regia, sceneggiatura originale, colonna sonora, attore protagonista (Steven Yeun) e attrice non protagonista (Yuh-Jung Youn, che molto probabilmente vincerà la statuetta dell'Academy).

Il trailer doppiato in italiano



Cosa ne pensa la critica, le recensioni

La media voto su Metacritic è uno spettacolare 89/100 e questo numero riassume il tenore delle recensioni scritte dalla critica internazionale. La ragione principale è che il cineasta Lee Isaac Chung e il suo cast sono riusciti a raccontare una vicenda commuovente e intima senza mai scadere nella pornografia o nella vuota retorica. Traguardo raggiungibile solo facendo ricorso a misura e sensibilità, altre due parole che spesso ricorrono nei pareri dei giornalisti.

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