Rimandata a causa della pandemia di Coronavirus, la cerimonia degli Oscar si terrà la notte fra il 25 e 26 aprile e rappresenterà il coronamento di una procedura lunga e complessa, che ogni anno consente di stabilire nomination e vittorie. Nel regolamento che presiede le varie fasi, l'Academy of Motion Picture Arts and Sciences (AMPAS) ha previsto una serie di norme e una quantità di eccezioni: abbiamo deciso di non entrare nei tecnicismi e di sintetizzare i principali criteri che conducono alle candidature e stabiliscono chi può votare.

Oscar 2021, chi sono i favoriti. Le previsioni

Chi vota gli Oscar 2021

Il primo dato fondamentale è che possono votare solamente i membri dell'AMPAS, l'organizzazione fondata nel 1927 per sostenere lo sviluppo dell'industria cinematografica statunitense e internazionale. L'accesso all'Academy avviene attraverso un voto del Consiglio di amministrazione, che può prendere in considerazione solo due casi: coloro che hanno ricevuto una nomination all'Oscar, oppure coloro che sono stati proposti da almeno altri due membri.

All'inizio della propria storia, nel 1927, i membri dell'AMPAS erano trentasei. Nel corso del tempo il loro numero è progressivamente aumentato e negli ultimi anni è stato compiuto un grosso sforzo per aumentare sensibilmente le persone appartenenti a minoranze etniche, donne, giovani e professionisti stranieri. Ad oggi si calcola che i membri siano circa diecimila.
 


Come si decidono le nomination

La regola generale stabilisce il criterio del voto fra "pari grado", nel senso che i registi stabiliscono la cinquina della loro categoria e altrettanto fanno scenografi, direttori della fotografia, montatori e via dicendo. Fanno eccezione le nomination per il miglior film, che sono votate da tutti i membri, e quelle per il film in lingua straniera, il documentario e il film d'animazione, che sono stabilite da appositi comitati multidisciplinari.

Una modifica apportata a settembre 2020 ha inserito nuovi parametri in riferimento al miglior film, che per essere preso in considerazione deve soddisfare un certo grado di inclusione in riferimento a "gruppi razziali o etnici sottorappresentati", donne e membri della comunità LGBTQ+. La norma è farraginosa, ma sostanzialmente stabilisce quattro standard di inclusione che promuovono una rappresentanza e un'occupazione più inclusiva, davanti e dietro la cinepresa. Per potere sperare in una nomination, un lungometraggio deve soddisfare gli standard in almeno due casi su quattro. La nuova regola sarà però effettiva a partire dall'edizione 2024 e sarà caldeggiata, ma non obbligatoria, nel 2022 e 2023.

Ulteriore criterio generale: sono eleggibili solamente i film usciti nelle sale della Contea di Los Angeles fra l'1 gennaio e il 31 dicembre dell'anno precedente la cerimonia, restando in programmazione per almeno sette giorni consecutivi. Fanno eccezione i cortometraggi, i documentari e i film in lingua straniera. La pandemia di Coronavirus ha però comportato lo slittamento di molte uscite al cinema, o addirittura il loro annullamento e l'arrivo direttamente in streaming. Per questo motivo l'AMPAS ha adottato una sospensione temporanea di questa parte del regolamento. Per l'edizione 2021 sono eleggibili i film distribuiti in sala fra l'1 gennaio 2020 e il 28 febbraio 2021, e anche quelli usciti direttamente in streaming purché la distribuzione cinematografica fosse prevista prima dei lockdown (dunque non risultano automaticamente candidabili tutti i film delle piattaforme di streaming).
 




Come si decidono i vincitori

Una volta stabilite le nomination si passa alla fase che determina i vincitori in ogni categoria: in questo caso il voto è aperto a tutti i membri dell'Academy, a prescindere dalle competenze specifiche che vantano. Il voto deve essere segreto e sono consentite campagne promozionali allestite dagli studios per sostenere i propri candidati: anch'esse sottoposte a rigida regolamentazione per evitare pressioni indebite o pratiche fraudolente.