di Paolo Pellegrini

Qualità, qualità, qualità. Un mantra quello che ripete Giovanni Geddes da Filicaja (nella foto), ad di Ornellaia, la tenuta di Bolgheri fondata nel 1981 da Ludovico Antinori (fratello di Piero) e dal 2005 passata nel pianeta Frescobaldi dopo un interregno della famiglia californiana Mondavi. Un marchio ai vertici delle classifiche mondiali, presente nelle aste dei collezionisti e nel giro dei fine wines con l’etichetta di punta, il Bolgheri Superiore Ornellaia, e con un "figlio", Masseto. I numeri: 170 ettari di vigne, due milioni di bottiglie per 7 etichette di Ornellaia (5 rossi e 2 bianchi più olio e grappa) per tutte le tasche, da 25 a 250 euro, e due di Masseto.

I primi quarant’anni, come è cambiata Ornellaia?

"Allora i vigneti erano giovani, la prima vendita fu piccola però a metà anni Novanta eravamo già nel giro dei Grandi Vini, e nel ’98 Wine Spectator ci giudicò primo vino al mondo. E da allora sono piovuti più volte i 100 punti, con una media mai sotto i 97-98".

E come si sta nel giro dei Grandi Vini?

"Con la qualità globale, in tutto quello che facciamo, dal posizionamento all’ospitalità, dalla comunicazione alla scelta dei partner legati ad altre attività, come Mind Eyes, l’aiuto ai non vedenti a capire l’arte con il Museo Guggenheim".

Un grosso impegno.

"Fare vino ottimo non basta: devi saper comunicare e scegliere la distribuzione ideale, vendiamo in Italia il 23% del prodotto, il resto va molto negli Usa, nel Centro Europa e in Gran Bretagna. Poi da nove anni siamo sulla Place de Bordeaux con 15 négociants per coprire il Centro e Sud America e l’Asia, che sta crescendo molto".

A chi parla Ornellaia?

"Prima di tutto ai conoscitori dei grandi vini. Ma cerca il riconoscimento immediato, "Ornellaia" si ripete nelle etichette e nei prezzi, dai 230 euro del Bolgheri superiore ai 55-60 di Serre Nuove ai 22-25 per Le Volte, l’accesso c’è per tutti ma deve essere Ornellaia".

Masseto, un figlio prezioso.

"E che cammina ormai da solo, ha una sua enologa che comunque dipende da Axel Heinz, responsabile produttivo globale. Ma è un polo separato. E sulla Place de Bordeaux è la prima tenuta italiana". Non solo vino, poi: c’è la Vendemmia d’Artista.

"Fino dal 2006 abbiamo celebrato l’esclusività della vendemmia con l’etichetta, il primo fu Esuberanza, con 100 doppie magnum, 10 Imperiali, una Salmanazar da 9 litri e una bottiglia di Ornellaia in ogni cassa da 6 bordolesi, firmate dall’artista e vendute in aste a sostegno dell’arte".