Orietta Berti sulla copertina del singolo “Mille” con Fedez e Achille Lauro
Orietta Berti sulla copertina del singolo “Mille” con Fedez e Achille Lauro
Un gel antidolorifico e una fascia allo zinco hanno salvato ieri sera all’Acquario di Genova l’anteprima del nuovo kolossal Disney Pixar Luca. "Stavo per partire quando il giardiniere mi ha chiamata sul prato davanti a casa e un tacco a spillo s’è incastrato nel terreno" si lamenta Orietta Berti, doppiatrice assieme a Luca Argentero del cartone animato ambientato proprio tra i caruggi di un paesino ligure. "Andavo di fretta e, per liberare il piede, ho rimediato una storta… cose che capitano quando uno non ha la testa". Il cartoon le mancava. "Luca è il primo film Pixar ambientato in Italia e racconta di ragazzi molto speciali, mostri marini che assumono fattezze umane solo quando affiorano dalle acque. Però se piove e si bagnano tornano creature degli abissi, tranne Luca, appunto, che si...

Un gel antidolorifico e una fascia allo zinco hanno salvato ieri sera all’Acquario di Genova l’anteprima del nuovo kolossal Disney Pixar Luca. "Stavo per partire quando il giardiniere mi ha chiamata sul prato davanti a casa e un tacco a spillo s’è incastrato nel terreno" si lamenta Orietta Berti, doppiatrice assieme a Luca Argentero del cartone animato ambientato proprio tra i caruggi di un paesino ligure. "Andavo di fretta e, per liberare il piede, ho rimediato una storta… cose che capitano quando uno non ha la testa".

Il cartoon le mancava.

"Luca è il primo film Pixar ambientato in Italia e racconta di ragazzi molto speciali, mostri marini che assumono fattezze umane solo quando affiorano dalle acque. Però se piove e si bagnano tornano creature degli abissi, tranne Luca, appunto, che si affeziona talmente alla vita sulla terra da non trasformarsi più. Mostra ai più piccoli che le diversità, a volte, non sono così diverse".

A proposito di diversità che si somigliano, quali sono i punti in comune che l’hanno spinta a dire sì a Fedez e Achille Lauro nel nuovo tormentone Mille?

"A Sanremo mi sono ritrovata in una video intervista con Fedez, che m’ha detto: senti Orietta, avrei una canzone per l’estate molto adatta alla tua voce e, se non ti piace, te ne scriverò una per l’autunno".

Non se l’è fatto ripetere...

"No, quando sono salita a Milano per partecipare al quiz di Papi Name that tune, sono andata nello studio di Federico e ho inciso le mie parti. Dopo una settimana, Fedez m’ha richiamata per dirmi che sulla canzone sarebbe intervenuto pure Achille Lauro e io sono stata felicissima perché il risultato finale m’è sembrato perfetto per l’estate".

C’è pure una parolaccia: str***o.

"Sì, ma la dice Fedez. Quando ho inciso la mia parte, non c’era ancora la sua. E poi ciascuno canta la propria storia, con la propria personalità. Io non faccio finta di fare la rapper e loro non fanno i melodici".

In settimana esce il video.

"L’abbiamo girato in una villa della periferia romana che con le sue palme ricorda quelle hollywoodiane degli anni ’60".

Un pregio di Fedez e uno di Lauro.

"Lauro è molto romano, ironico e sempre con la battuta pronta. Federico lo conosco meno, ma lo trovo capace e generoso. Diciamo che sono due gentiluomini. Due brave persone. Non se ne incontrano poi troppi così al mondo d’oggi".

Sarebbe andata al Festival con Fedez?

"Non saprei. Quest’anno ho detto sì a Sanremo perché c’era la canzone giusta e avevo detto troppe volte no. Il mio manager (ed editore) voleva mandarmi già anni fa con Grande amore, ma non me la sono sentita e, davanti alla possibilità di farla interpretare al Volo, sono stata la prima a caldeggiare l’idea. Idem quattro anni dopo con Musica che resta. Alla fine, però, mi hanno “incastrata“; mi sono presa il Covid e neppure quello li ha fatti desistere".

Fedez e Lauro sono ricoperti di tatuaggi. Dovesse farsene uno, cosa scriverebbe?

"Non c’è problema, perché mi fa paura già solo l’idea. Nel caso, però, sceglierei i nomi di mio marito e dei miei figli, ma anche della mia nipotina Olivia che ha due anni ed è impazzita dopo avermi vista trasformata in “Paperetta Berti” su Topolino. Pure sulla copertina di Mille ho cambiato sembianze assieme ai miei compagni, visto che nel realizzarla l’art director Francesco Vezzoli s’è ispirato alle Tre Grazie di Émile Vernon".

Con chi altro le piacerebbe collaborare?

"Di principio con nessuno. Poi me lo chiedono e io che sono una persona gentile dico di sì. Però qualcosa con Francesca Michielin la farei volentieri. Ci siamo conosciute a Sanremo e tutte le mattine facevamo “due chiacchiere tra ragazze” in rete. Poi a La canzone segreta è venuta a cantare per me Il nostro concerto. A me piace stare sul palco, due anni fa l’ho fatto pure con i Måneskin quale inviata speciale di a Zurigo a un loro show".

Quei Måneskin che a Sanremo ha chiamato Naziskin?

"I nomi li sbaglio sempre. Pure la Littizzetto continuo a chiamarla Letizietto e Argentero lo chiamo Frontero. Chissà perché, ma mi viene così".