Un delle impronte di Trachilos (Foto: Per Ahlberg, Uppsala)
Un delle impronte di Trachilos (Foto: Per Ahlberg, Uppsala)

Le più antiche impronte fossili lasciate da un ominide e giunte fino ai giorni nostri hanno circa sei milioni di anni. Sono state scoperte sull'isola di Creta qualche anno fa, ma solo un recente studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports sembra essere riuscito stabilirne l'effettiva età, che in precedenza era stata sottostimata.

L'indagine a cura di un team internazionale ha voluto fare chiarezza su oltre cinquanta impronte rinvenute nel 2017 nei pressi della spiaggia di Trachilos, poco distante dalla pittoresca cittadina di Kissamos, a Creta. I reperti erano stati attribuiti a un ominide vissuto in un periodo remoto dell'evoluzione umana, riconducile a 5,7 milioni di anni fa. Per farsi un'idea, le prove a disposizione della scienza suggeriscono che l'Homo Sapiens sia apparso per la prima volta 300mila anni fa, mentre l'uomo di Neanderthal, specie a noi molto affine, abbia fatto il suo esordio 400mila anni fa.

Avvalendosi di una serie di indizi paleomagnetici, le nuove analisi hanno spostato indietro la datazione delle impronte di Trachilos di oltre 300mila anni, decretando che i fossili hanno in realtà 6,05 milioni di anni. Secondo gli studiosi queste tracce potrebbero appartenere a un Graecopithecus freybergi, un ominide primordiale vissuto in Europa a partire da 7,2 milioni di anni fa, i cui resti (per la precisione una mandibola) furono individuati in Grecia nel 1944. È ipotesi condivisa che il G. freybergi sia probabilmente il più antico antenato diretto dell'uomo moderno o in alternativa l'anello di congiunzione tra gli esseri umani e gli scimpanzé, prima che le due specie prendessero strade diverse.

Le ultime novità sulle impronte di Trachilos promettono di riaccendere il dibattito sulla provenienza geografica degli esseri umani, la cui terra di origine è da sempre ritenuta l'Africa. Come spiegano tuttavia gli stessi autori, "la storia evolutiva e i modelli di dispersione degli ominidi sono materia di dibattito", anche perché a confondere le idee ci sono proprio scoperte inaspettate come quella avvenuta a Creta. "Nonostante numerose pubblicazioni suggeriscano un'origine africana, alcune prove indicano che i primi ominidi potrebbero essersi evoluti in Eurasia", concludono i ricercatori.