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30 giu 2022

"Occhiali, soul e nazisti dell’Illinois Così nacquero i Blues Brothers"

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Il regista John Landis, 71 anni, ieri a Bologna: è tra gli ospiti del “Cinema Ritrovato“
Il regista John Landis, 71 anni, ieri a Bologna: è tra gli ospiti del “Cinema Ritrovato“
Il regista John Landis, 71 anni, ieri a Bologna: è tra gli ospiti del “Cinema Ritrovato“
Il regista John Landis, 71 anni, ieri a Bologna: è tra gli ospiti del “Cinema Ritrovato“
Il regista John Landis, 71 anni, ieri a Bologna: è tra gli ospiti del “Cinema Ritrovato“
Il regista John Landis, 71 anni, ieri a Bologna: è tra gli ospiti del “Cinema Ritrovato“

di Benedetta Cucci

John Landis è a Bologna come ospite speciale del Cinema Ritrovato. Accanto a lui la moglie Deborah Nadoolman, colei che ha inventato l’iconico look di John Belushi e Dan Aykroyd per The Blues Brothers, la pellicola stracult che il 3 luglio chiuderà il festival.

Signor Landis, nel 1979 la scena musicale era tutta discomusic e no-wave, quindi una musica bianchissima. Come le è venuto in mente di girare un film che celebrava il soul?

"Dan Aykroyd in particolare e John Belushi amavano moltissimo il rhythm’n’blues e proprio Dan voleva riportarlo all’attenzione del pubblico, in un momento in cui, effettivamente, c’erano solo Abba, Bee Gees, al punto che anche i musicisti neri facevano discomusic. Dan era quasi evangelico nel suo amore per questa musica e infatti la frase che usiamo “siamo in missione per conto di Dio“ era il mio modo per prendere in giro questa sua passione".

Come nacque il look dei Blues Brothers?

"Prima del film Dan e John portavano già in tour i personaggi dei Blues Brothers con occhiali scuri, cravatta, ma senza uno stile particolare. È stata Deborah (Nadoolman) che ha aggiunto una nota di raffinatezza estrema e un’altra scelta è stata usare gli occhiali Ray Ban Wayfarer".

Signora Nadoolman, come ha creato quello stile iconico?

"Innanzitutto voglio ricordare che ho vestito per ben due volte Aretha Franklin e questa è stata la grande impresa… La storia sui Blues Brothers inizia con il fatto che la produzione dei Wayfarer era ferma già da tempo, e con John e Dan che non indossavano né cappello né giacca. Ho voluto le giacche a due o tre bottoni perché loro erano un po’ come Stanlio e Ollio… Per gli occhiali dovetti girare tantissimo, da Harlem a Los Angeles e ne trovai 10 per Dan e 10 per John che li perdeva continuamente, perché ogni volta che vedeva una ragazza se li toglieva e li dimenticava da qualche parte. Anche il cappello ha creato una silhouette riconoscibile, alla Chaplin".

Landis, come le venne l’idea dei nazisti dell’Illinois?

"I nazisti dell’Illinois sono quantomai attuali per la recente sentenza sull’aborto. Non ho inventato nulla: loro c’erano già e la scena si basa sui fatti avvenuti a Skokie, Illinois, dove a quel tempo c’era il partito nazista americano, noto anche come National Front o Proud Boys. Negli Stati Uniti abbiamo questa daga a doppio taglio sul concetto di libertà, per cui devono esistere più di mille partiti, da persone come il giudice della corte suprema Clarence Thomas che è dichiaratamente fascista a tutte le sfumature del partito comunista e socialista. I Blues Brothers hanno tanti anni ma queste forze ancora esistono. Trump ha agito come Pandora con il suo vaso e ha fatto uscire tutte queste forze malvagie e demoniache".

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