Gli Abba oggi e nelle loro versioni “avatar“ approntate per il gran ritorno di “Voyage“, album e show
Gli Abba oggi e nelle loro versioni “avatar“ approntate per il gran ritorno di “Voyage“, album e show
di Andrea Spinelli A volte il passato torna: "Artist: ABBA Title: Voyage Date: 11-Oct-2021 Status: Final". E se il master che hai davanti ingabbia le voci (e i suoni) di Agnetha Fältskog, Benny Andersson, Björn Ulvaeus e Anni-Frid Lyngstad è un passato ammantato di gloria. Quella conferita al più inesorabile fenomeno musicale svedese (prima di Spotify) da 400 milioni di album venduti ad ogni latitudine, 17 hit al primo posto in classifica e più di 16 milioni di stream… alla settimana. Agli albori degli anni Ottanta, gli Abba decisero di abbandonare la produzione di dischi congedandosi sulle ultime note di Like an angel passing through my room, brano conclusivo dell’album-epitaffio The Visitors (’81) e che a sorpresa trova oggi la sua reviviscenza nei 37 minuti e 6 secondi di questo attesissimo Voyage. Ma l’addio ufficializzato nell’82 non ha mai significato l’abbandono della...

di Andrea Spinelli

A volte il passato torna: "Artist: ABBA Title: Voyage Date: 11-Oct-2021 Status: Final". E se il master che hai davanti ingabbia le voci (e i suoni) di Agnetha Fältskog, Benny Andersson, Björn Ulvaeus e Anni-Frid Lyngstad è un passato ammantato di gloria. Quella conferita al più inesorabile fenomeno musicale svedese (prima di Spotify) da 400 milioni di album venduti ad ogni latitudine, 17 hit al primo posto in classifica e più di 16 milioni di stream… alla settimana.

Agli albori degli anni Ottanta, gli Abba decisero di abbandonare la produzione di dischi congedandosi sulle ultime note di Like an angel passing through my room, brano conclusivo dell’album-epitaffio The Visitors (’81) e che a sorpresa trova oggi la sua reviviscenza nei 37 minuti e 6 secondi di questo attesissimo Voyage. Ma l’addio ufficializzato nell’82 non ha mai significato l’abbandono della scena: da allora il gruppo ha continuato a dominare l’immaginario sonoro – tutto grazia pop, allegria e leggerezza – di generazione in generazione, fino alle ultimissime che continuano ad amare la band grazie anche a quel film con Meryl Streep, Mamma Mia!, che dal 2008 non conosce stanchezza da repliche.

Il nuovo disco è adesso il primo mattone di quell’ ABBA Voyage che dal 27 maggio 2022 riporta il quartetto sul palco, anche se in versione “digitale”, accompagnato da una band (reale) di 10 elementi in scena cinque giorni la settimana all’interno di un’arena da tremila posti costruita appositamente nella zona del Queen Elizabeth Olympic Park di Londra. Evento che ha già scatenato i fan rimasti “in sonno” per quarant’anni come dimostrano i 250 mila biglietti polverizzati nei soli primi tre giorni di prevendita nonostante prezzi non proprio stracciati, tra i 70 e 317 sterline (82 - 370 euro).

"È passato un po’ di tempo da quando abbiamo fatto musica insieme" ammettono con ironia nordica Benny Andersson (74 anni), Björn Ulvaeus (76 anni), Agnetha Fältskog (71 anni) e Anni-Frid Lyngstad (75 anni), divenuta frattanto per matrimonio Contessa di Paulen. "Ci siamo presi una pausa dalla primavera del 1982 e ora abbiamo deciso di terminarla. Dicono sia avventato aspettare più di 40 anni tra un album e l’altro così abbiamo registrato un seguito di The Visitors. A dire il vero, l’ispirazione principale per tornare di nuovo in studio di registrazione viene dal nostro coinvolgimento nella creazione del concerto più strano e spettacolare che sia mai possibile immaginare; saremo in grado di sederci tra il pubblico e guardare le nostre controparti digitali eseguire le nostre canzoni".

L’inizio di un nuovo viaggio. "L’abbiamo chiamato semplicemente Voyage perché stiamo salpando per davvero verso acque inesplorate". Insomma, dopo averli avuti al fianco in ologramma per duettarci assieme una versione karaoke di Dancing Queen o di Gimme gimme gimme! all’ABBA Museum di Stoccolma, i fan potranno ora applaudire i quattro in versione avatar in un vero e proprio concerto che, oltre alle mega hit onorate nei decenni pure da U2, Madonna o Dua Lipa, avrà in scaletta almeno un paio di brani del nuovo disco quali l’iniziale I still have faith in you e Don’t shut me down.

Se c’è una caratteristica, infatti, che affiora da Voyage fin dal primo ascolto è l’ideale continuità tra il vecchio e il nuovo repertorio grazie a brani con quei sapori e quegli umori, a cominciare dalla stessa Don’t shut me down, dalla natalizia Little Things o da una Keep an eye on Dan in cui Benny cita leziosamente al piano l’introduzione di Sos. Ma una canzone che arriva dritta da quella stagione nel disco c’è per davvero; si tratta dell’inedita Just a notion, altra hit annunciata, in cui le voci originali di tanti anni fa di Agnetha e Anni-Frid non sembrano poi così lontane da quelle di oggi: una pulizia e una freschezza probabilmente aiutate dalla tecnologia – sospetto lecito per due signore che assieme sommano 147 anni.

"Abbiamo iniziato le registrazioni nel 2018 e fin dalle prime sessioni si sono rivelate divertentissime" ammette la Contessa. E la bionda sodale aggiunge: "All’inizio non sapevo cosa aspettarmi, poi è stato veramente piacevole. Non riesco a credere che sia arrivato il momento di condividere tutto questo col mondo intero". L’euforia generale della rentrée è stata, però, raffreddata due giorni fa ad Uppsala: al concerto di una cover band del quartetto, un uomo è precipitato dal settimo piano sul pubblico. Due i morti. E purtroppo s’è trattato di fan, non di avatar.