Dettaglio del poster - Foto: Netflix
Dettaglio del poster - Foto: Netflix

Venerdì 17 luglio esce in streaming su Netflix il documentario 'Padre, soldato, figlio'. È un film interessante perché sono stati necessari dieci anni di lavoro per raccontare cosa significa conciliare le esigenze di una famiglia con le conseguenze di un lavoro che prevede missioni militari all'estero e rischi enormi per la propria salute. C'è una seconda ragione di interesse: si tratta del primo lungometraggio prodotto dal New York Times, che inaugura in questo modo la propria avventura nel mondo del cinema e della televisione: altre dieci sceneggiature e ulteriori tre documentari sono già in lavorazione.


Padre, soldato, figlio: tutto sul documentario

Nell'arco di un'ora e quaranta minuti, la trama segue da vicino la storia del sergente capo Brian Eisch, membro dell'esercito statunitense inviato a combattere la guerra in Afghanistan: nel corso di una missione viene gravemente ferito e perde una gamba. Tornato a casa, probabilmente affetto da una sindrome da stress post traumatico, deve affrontare la sfida di ritrovare un senso nella vita e di crescere da solo i suoi due figli (è un padre single).

L'idea di realizzare un documentario su Brian Eisch germoglia nel 2010, quando la giornalista del New York Times Catrin Einhorn realizza una serie di reportage dal fronte afgano. Contestualmente produce per conto del proprio giornale il cortometraggio documentario 'A Year at War', che racconta un anno di vita di alcuni soldati statunitensi dispiegati in quel paese.

Presto Einhorn inizia a interrogarsi su come l'esperienza di guerra di una generazione si rifletta su quella successiva e trova in Brian Eisch il protagonista perfetto di quello che, dopo dieci anni di riprese, diventerà 'Padre, soldato, figlio'. Ad accompagnarla nella lavorazione del film c'è un'altra donna, Leslye Davis: regista, produttrice, direttrice della fotografia e montatrice specializzatasi nel genere documentaristico.

Secondo quanto raccontato da Einhorn e Davis, il cuore pulsante di 'Padre, soldato, figlio' è un'esplorazione intergenerazionale del significato di sacrificio, senso della vita e virilità all'indomani della guerra.

Il trailer in lingua inglese



Il New York Times diventa casa di produzione

Vale la pena di soffermarsi sul fatto che 'Padre, soldato, figlio' rappresenta il primo passo di un piano messo in campo dal New York Times per affermarsi anche nel campo della produzione cinematografica e televisiva, affiancando l'attività di informazione su carta e web a quella propria di una casa di produzione a tutto tondo.

L'idea è di allargare l'offerta di contenuti per gli abbonati al giornale (si punta ad averne dieci milioni entro il 2025) e di incrementare i ricavi sul breve e medio periodo grazie alla vendita dei diritti dei propri film e show televisivi (vedi ad esempio l'arrivo di 'Padre, soldato, figlio' su Netflix).

I prossimi titoli targati New York Times saranno 'The Jungle Prince of Delhi' (serie TV per Amazon Studios su una famiglia reale decaduta) e 'The 1619 Project': progetto molto ampio, che comprende serie TV e documentari dedicati al racconto della schiavitù (il 1619 è l'anno nel quale i primi africani furono deportati nelle colonie americane come schiavi).

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