Immergendoci nei personaggi di fantasia, a volte arriviamo a pensare e sentire come loro
Immergendoci nei personaggi di fantasia, a volte arriviamo a pensare e sentire come loro

Roma, 17 marzo 2021 - Se guardando 'Game of Thrones' le torbide vicende della storia vi prendono così tanto che a un certo punto vi sembra di essere dentro la testa di Jon Snow o Daenerys, niente di cui preoccuparsi: fate parte di quel tipo di persone inclini a immedesimarsi con particolare intensità nei personaggi di fantasia. I ricercatori della Ohio State University e della University of Oregon hanno indagato su questa singolare dinamica, scoprendo che, quando "diventiamo" il personaggio di un film o una serie tv o un romanzo, viene coinvolta la stessa parte di cervello che si attiva quando pensiamo a noi stessi.

L'immedesimazione con i personaggi di 'Game of Thrones'

L'esempio del 'Trono di Spade' non è casuale: per il loro studio i ricercatori hanno scelto la serie tv tratta dai romanzi di George R. R. Martin perché offre una vasta schiera di personaggi capaci di coinvolgere gli spettatori in modo viscerale, come appare evidente dalle reazioni estreme che suscitano ad esempio le morti eccellenti (vedi il dramma collettivo globale dopo i fatti del Matrimonio Rosso).

L'esperimento ha coinvolto diciannove fan della serie, alcuni dei quali – i soggetti più interessanti – mostravano un livello di immedesimazione superiore agli altri: "Queste persone non solo si immergono nella storia, si immergono anche in un personaggio specifico", dice l'autore principale Timothy Broom; "Riferiscono di sentirsi sintonizzati con i pensieri del personaggio, pensano quello che pensa il personaggio, provano quello che prova il personaggio. Vivono in prima persona il ruolo di quel personaggio".

Nella testa di Jon Snow

L'attività del cervello dei partecipanti è stata esaminata attraverso la risonanza magnetica funzionale (fMRI), mentre veniva loro chiesto di pensare a certi tratti caratteriali di se stessi, di un amico o di uno dei nove personaggi di 'Game of Thrones' selezionati per l'occasione: Bronn, Catelyn Stark, Cersei Lannister, Davos Seaworth, Jaime Lannister, Jon Snow, Petyr Baelish, Sandor Clegane e Ygritte. Si è così notato che, di fronte ai Bronn, ai Jamie e compagnia, una particolare regione del cervello, collegata all'autocoscienza e all'introspezione, risultava più attiva nelle persone propense al coinvolgimento rispetto alle altre, soprattutto quando si trattava del loro personaggio preferito. In sostanza, la risonanza ha rilevato una sovrapposizione nel cervello fra la personalità dell'individuo e i personaggi di finzione.

"Per alcuni le storie di fantasia costituiscono un'opportunità per assumere nuove identità e vedere il mondo attraverso gli occhi di altri", dice uno degli autori, Dylan Wanger; "Studi precedenti hanno dimostrato che quando le persone sperimentano delle storie come se fossero uno dei personaggi, si crea una connessione profonda e radicata con quel personaggio. Adesso ne abbiamo avuto conferma guardando cosa succede nel loro cervello".

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Social Cognitive and Affective Neuroscience.