Martedì 23 Aprile 2024

Natalie Portman: "Scopro le vite degli altri. Mi ispiro a Natalia Ginzburg"

La premio Oscar protagonista e produttrice del film “May December“ "Lotto per i diritti delle donne, sono diventata attrice per empatia" .

Natalie Portman: "Scopro le vite degli altri. Mi ispiro a Natalia Ginzburg"

Natalie Portman: "Scopro le vite degli altri. Mi ispiro a Natalia Ginzburg"

Quella vicenda era stata un vero scandalo, finita perfino sulla prima pagina del New York Times. Una donna di 36 anni, Grecie, si era messa con un ragazzino di 13, Joe: due età e vite distanti come maggio e dicembre. Ma sono poi diventati una solida coppia che, vent’anni dopo, si accinge a festeggiare il diploma di due dei loro tre figli. Proprio in quei giorni, per conoscere quella speciale famiglia, arriva a Savannah, in Georgia, Elizabeth, una famosa attrice che sarà Gracie in un film. Conquistata dal personaggio di Gracie e dalla storia, Natalie Portman ha coinvolto nel progetto il regista Todd Haynes, che, come in Lontano dal paradiso e in Carol, anche in May December, dal 21 marzo nelle sale, si inoltra in legami oltre il limite e la comune morale. Protagoniste due interpreti straordinarie, Natalie Portman, premio Oscar per Il cigno nero, e Julianne Moore (Gracie). Natalie Portman parla entusiasta di questo film di cui è anche produttrice.

Portman, che cosa l’aveva colpita di questa storia?

"La sceneggiatura di Samy Burch mi aveva toccata e commossa. Il film è candidato all’Oscar proprio per la migliore sceneggiatura originale. Le due protagoniste sono descritte in maniera fantastica e ci si pone molte delle domande che io stessa mi pongo riguardo alla recitazione. E è stato molto interessante, da attrice, interpretare un’attrice".

È stata lei a proporre il film a Todd Haynes.

"Era il regista ideale per questa storia perché ha dimostrato con i suoi film di trovarsi a suo agio con l’ambiguità, con il provocare lo spettatore, attento a raccontare il mondo senza una netta separazione tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Entrambe le parti hanno un po’ ragione e un po’ torto, com’è nella realtà. E poi, per chiunque altro sarebbe stato terrorizzante realizzare questo film, visto che lo abbiamo girato in soli 23 giorni e con un piccolo budget".

Ha studiato all’Università di Gerusalemme, la città dove è nata, e si è laureata in Psicologia ad Harvard. E è impegnata in cause umanitarie.

"Fare l’attrice e fare politica, per me sono due forme di empatia nei confronti degli altri. Entrare nella vita di qualcun altro, per interpretarlo, non è così diverso dal cercare, da attrice, di aiutare gli altri. Mi sono interessata in particolare ai diritti delle donne, alle battaglie per l’eguaglianza. E per me è stata una fonte di ispirazione la lettura di varie scrittrici italiane, tra cui Natalia Ginzburg e Elena Ferrante".

Attrice, ma anche regista e produttrice. Ha scritto un libro di fiabe e fondato una squadra di calcio femminile, l’Angel City Football Club. Quanto è importante cimentarsi in tante attività diverse?

"Gli attori hanno l’opportunità di testare quella che può essere la vita degli altri. Fare attività diverse non nasce dalla voglia di diversificare il mio lavoro, quanto dal voler provare a fare delle cose. E così, a volte, mi trovo invischiata anche in imprese improbabili come avere una squadra di calcio femminile".

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