Massimiliano Rosolino e Natalia Titova
Massimiliano Rosolino e Natalia Titova

Roma, 2 luglio 2018 - «Sono in macchina e i bambini non fanno silenzio, ci possiamo sentire più tardi?». Natalia Titova, ballerina e stella tv con Milly Carlucci poi insegnante ad Amici, aveva iniziato la nostra conversazione così: «Sono nata a Mosca quando c’era ancora l’Urss, era molto diverso». È dolcemente seccata per l‘indisciplina di Vittoria, cinque anni e mezzo, e Sofia, sette anni. Tutta colpa di Massimiliano Rosolino, campione di nuoto incontrato a Ballando con le stelle, compagno e papà. «Siamo insieme da dodici anni. Se in macchina dico ‘per favore silenzio’, iniziano a cantare e lui: ‘dai, disturbiamo la mamma, cantate!’».

Natalia Titova, quali sono i luoghi della sua vita?

«Roma. Mosca e Napoli, ma ci sarebbe anche l’Australia. Lui vuole portarci i bambini. A Napoli scendi in città, vai dalla nonna, mare, sole. Prendiamo un gommoncino la mattina presto e giriamo tutte le isole. Max ha buttato in acqua Vittoria a tre mesi secondo la teoria che dovrebbero salire a galla da soli. Abbiamo aspettato, poi è salita. Sofia è stata portata in piscina presto (Max li segue in corsia). Fa nuoto e ballo. Danza classica perché ti fa subito capire che non è un gioco».

Come è stata la sua educazione artistica a Mosca?

«Ho reagito a un grave problema di salute, che si è manifestato 20 giorni dopo la nascita, un osteomieloma a un ginocchio. I dottori mi hanno vietato di fare sport agonistici, ma i miei genitori hanno raccolto la sfida. Ho fatto nuoto, poi ginnastica ritmica e dai quattro anni danza classica. Pattinaggio sul ghiaccio, sci di fondo A dodici anni latinoamericano. Tutto era gratis. A quindici anni ho scelto la danza sportiva».

Verrebbe da dire, parafrasando James Bond, dalla Russia con sudore.

«Siamo molto forti noi russe. Siamo fanatici zombie, io dico sempre. Eravamo figli dell’Urss, i nostri genitori erano così. Poi sono crollati tutti i muri, sono nate le scuole private, io avevo la mia nel 1996, e ho incontrato un maestro inglese che mi ha proposto di venire a Roma per un mese. Non ero convinta, sono ancora qui».

Prima di Ballando cosa ha fatto?

«Mi ha chiamato la Federazione italiana Danza sportiva, c’era un buon livello internazionale, ho fatto coppia con Simone De Pasquale. Milly Carlucci ci aveva cercato, ma io non volevo lasciare la carriera sportiva».

Cosa l’ha convinta a lavorare a Ballando?

«È tutta colpa di Simone Di Pasquale. Mi ha detto: se non vieni, vado da solo. Milly ha parlato molto con me. Ho pensato che ero a fine carriera agonistica, che era una grande sfida per noi insegnanti (devi avere uno psicologo dentro). I concorrenti vengono perché vogliono essere in tv, ma quando realizzano che devono lavorare quattro-sei ore al giorno, vanno in difficoltà. Hanno paura di essere ridicoli, patetici, di rovinare l’immagine di una carriera».

Il passaggio successivo è stato aprire la sua scuola.

«Da dieci anni ho aperto il Dance Lab Studio, con l’idea di insegnare tante discipline diverse, dalla classica al moderno, al latino».

Com’è arrivata da Maria De Filippi?

«E’ stato un passaggio naturale. Dopo dieci anni di Ballando mi sentivo pronta per insegnare. L’ho detto a Milly: è l’ultimo anno che faccio, voglio smettere. Gli autori di Amici mi avevano già invitato come ospite nella giuria esterna ma non potevo. Quando hanno deciso di creare la cattedra di ballo latino nella scuola, era il momento giusto. Maria mi ha invitato in trasmissione nel 2014 per difendere la danza sportiva dai suoi detrattori (‘non è una danza’), è stato l’inizio di tutto. I primi due anni avevo allievi di latino, quest’anno ho preparato ragazzi che venivano dall’hip hop, contemporaneo, classica, perché un genere diverso ti apre altre porte. Ti rende più versatile. L’ho fatto con Brian, ballerino classico, col tango, con Vittorio sulla rumba, con Luca con l’afro. Con Lauren sulla sensualità, era timidissima, in lezioni di gruppo di samba e rumba».

L’incontro con Massimiliano Rosolino?

«Ci siamo visti a Ballando e il giorno prima non sapevo chi fosse. Ma ci istruivano per evitare brutte figure. Chi è? Uno sportivo, un nuotatore. Si presenta. Mi conosci? Ma certo... Io sono protettiva, sentimentale, perché nel ballo di coppia nasce l’odio, l’amicizia o l’amore, non esiste l’indifferenza. Stiamo insieme sei ore al giorno, tutti i giorni, per sei mesi. Tra noi c’era una cosa carina e io pensavo: vediamo quando Ballando finisce. Lui quasi subito mi ha invitata agli allenamenti, poi a uscire con la squadra, mi coinvolgeva nella sua vita. Lì ho capito che c’era qualcosa che ci poteva unire veramente».