di Giovanni Morandi Alla fine l’unica riforma che sono riusciti a fare è quella del Natale, ed è inutile dire che sarà diverso, non sarà diverso, semplicemente non sarà. E non è che non ci sarà il Nad, il Natale a distanza, è che sarà un giorno come gli altri. Perché, siamo sinceri, che Natale può essere quello dove si...

di Giovanni

Morandi

Alla fine l’unica riforma che sono riusciti a fare è quella del Natale, ed è inutile dire che sarà diverso, non sarà diverso, semplicemente non sarà. E non è che non ci sarà il Nad, il Natale a distanza, è che sarà un giorno come gli altri. Perché, siamo sinceri, che Natale può essere quello dove si mangia il capitone in cucina, tra il nonno e la nonna che più tristi non possono essere, poi la solita camomilla per dormire e subito dopo vanno a letto, senza quelle belle tavolate, almeno due, perché una non basta, con i cognati, le nuore, i nipoti, le zie. Pranzi da 12 portate almeno. E che Natale può essere per i toscani quello in cui non c’è, almeno nel sogno, il ceppo che è un pezzo di legno fatto ardere al focolare per tutta la notte per scaldarsi e raccontarsi in compagnia storie di tutti i tempi. E che Natale può essere per i bolognesi se non possono andare a Cortina, e per i milanesi se non possono andare sul molo del Forte.

È stato cancellato, Erode questa volta ce l’ha fatta, basta ammetterlo senza giri di parole e dirlo a reti unificate nella fascia alta degli ascolti. Basta dire che Natale è solo quello in cui il governo raccomanda di fare shopping in centro però vietando di andarci se sei dell’hinterland. La stessa logica dei nonni, starci insieme senza andare a trovarli se non sono moribondi. Perciò bisogna decidersi. Arrendersi o fare il clandestino e varcare la frontiera di notte per poter andare a fare due passi in galleria? Sia chiaro che Gesù bambino non c’entra nulla, sarà solo una strage di regali non fatti. E abbiamo ben capito chi sia Erode, quello che sta a Roma non a Gerusalemme.