15 apr 2022

È stato creato un 'naso elettronico' capace di distinguere i whisky

La tecnologia NOS.E di un'università australiana è in grado di determinare le caratteristiche chiave dei whisky in tempo reale

Il naso elettronico aiuterà a riconoscere e certificare i whisky
Il naso elettronico aiuterà a riconoscere e certificare i whisky

I whisky di un certo pregio possono costare serenamente qualche centinaio di euro. Ma sono spiccioli, in confronto ai prezzi a quattro o cinque cifre che raggiungono i distillati più rari che si contendono i collezionisti. E come sempre quando c'è in ballo così tanto denaro, aumenta il rischio di incappare in contraffazioni. Finora esistevano solo due modi per mettersi al riparo dalle truffe e certificare che un whisky sia effettivamente quello per cui si è pagato: i sensi di un conoscitore qualificato, soggetto comunque a un margine di errore umano, oppure le analisi chimiche di laboratorio, lunghe e costose. Ma adesso la University of Technology Sydney propone un'alternativa: ha sviluppato un "naso elettronico" capace di distinguere in tempo reale marche, origine e stile dei whisky con una semplice annusata.

I primi risultati ottenuti sono più che incoraggianti. Il prototipo, battezzato NOS.E, è stato messo alla prova con sei whisky, tre single malt e tre blended prodotti da Johnnie Walker, Ardberg, Chivas Regal e Macallan. In meno di quattro minuti il dispositivo ha mostrato un livello di accuratezza del 100% nell'identificazione della regione di origine, del 96,15% per la marca e del 92,31% per la tipologia.

I ricercatori spiegano che il loro naso elettronico funziona imitando il sistema olfattivo umano, grazie a una serie di sensori in gradi di percepire le molecole degli odori con cui entrano in contatto. Le informazioni sono quindi elaborate da un algoritmo di apprendimento automatico addestrato a riconoscere le caratteristiche specifiche dei whisky. La tecnologia può essere utilizzata anche per altri alcolici, come vino e cognac, e potrà inoltre trovare applicazioni in altri settori, ad esempio per i profumi e in ambito medico.

I risultati sono stati illustrati in un paper pubblicato sulla rivista IEEE Sensors Journal

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