Nadia Toffa
Nadia Toffa

Roma, 24 settembre 2018 – Nadia Toffa racconta l’esperienza con il cancro in un libro ed è subito bufera sui social. La conduttrice e inviata de ‘Le Iene’, da mesi sta affrontando la malattia senza nascondersi e ha deciso di mettere nero su bianco la sua vicenda personale nel libro ‘Fiorire d’inverno’ che uscirà il prossimo 9 ottobre per Mondadori.

“In questo libro vi spiego come sono riuscita a trasformare quello che tutti considerano una sfiga, il cancro, in un dono, un’occasione, una opportunità. In questo libro c’è tutta la mia intimità” scrive la Toffa sui Instagram. Il post, che la ritrae insieme al libro, continua così: “Una creatura, questo libro, nata nel periodo più difficile della mia vita eppure vi inonderà di gioia. Lo troverete pieno d’amore. ‘Fiorire d’inverno’ perché non ho mai sospeso la vita per la malattia, per il cancro e nessuno dovrebbe farlo. Ecco come ci sono riuscita io” La Iena, poi ammette: “Non si sa chi vincerà. Vivendo lo scoprirò, controllo dopo controllo, tra qualche anno. Chi ha il cancro sa di cosa parlo”.

Tanti fan – solo su Instagram è seguita da 1,1 milioni di follower – si sono complimentati con lei per il messaggio di coraggio. Ma non sono mancate le critiche. La più forte è arrivata da Filippo Facci che tramite le pagine di ‘Libero’ ha detto: “Pure il libro. Siamo alla spettacolarizzazione del tumore e alla sua trasformazione in core-businness di un’attività pseudo-giornalistica: avremmo voluto non tornarci più sul penosa ‘caso Nadia Toffa’ ma la banalizzazione dei malati che questa signorina sta perpetuando è più importante di lei e della sua egolatria”. La Toffa non ha perso tempo e via Twitter ha detto la sua: “Facci, non si disturbi a intervenire nel dibattito. Nobody ask you. Sia sereno nelle sue cose. Non si scomodi. Grazie mille, sicura che si ritirerà nelle sue stanze”.

Ma il giornalista non è stato il solo ad attaccare la Toffa. Su Twitter, infatti, il dibattito si è accesso. Più di un utente, malato o con parenti malati, le ha fatto notare che è sbagliato e irrispettoso dire che “la guarigione dipende da quanto uno lotta”. Così come sostenere che la malattia è “un momento unico e speciale” è apparso a tanti una semplificazione troppo superficiale. Gli utenti di Twitter, così, le hanno suggerito di avere più rispetto, soprattutto per chi non è riuscito a vincere la malattia. Anche su Instagram qualcuno l’ha ripresa dicendo “secondo me la parola dono non è proprio giusta, secondo me è più giusto dire un non dono”. La Iena, continuando a difendere le proprie idee e cercando di rispondere a tutti i commenti, ha ribadito che “l’obiettivo del libro è quello di dare forza alle persone malate di cancro come me”.