di Stefano Marchetti "Abbiamo dibattuto a lungo sull’opportunità di confermare il concerto, e abbiamo deciso che, anche nella pandemia, non possiamo abolire la musica, la cultura, il teatro", ammette Riccardo Muti. Il Concerto di Capodanno dei Wiener Philarharmoniker, che venerdì lo vedrà sul podio per la sesta volta (in Italia sarà in differita alle 13.30 su Raidue e alle 21.15 su Rai5),...

di Stefano Marchetti

"Abbiamo dibattuto a lungo sull’opportunità di confermare il concerto, e abbiamo deciso che, anche nella pandemia, non possiamo abolire la musica, la cultura, il teatro", ammette Riccardo Muti. Il Concerto di Capodanno dei Wiener Philarharmoniker, che venerdì lo vedrà sul podio per la sesta volta (in Italia sarà in differita alle 13.30 su Raidue e alle 21.15 su Rai5), arriva in un anno terribile. Ma oggi più che mai "la musica deve essere speranza", aggiunge il maestro. Al Musikverein ci si prepara in un rigoroso regime sanitario: "Ogni giorno tutti noi dobbiamo ripetere il tampone", spiega Daniel Froschauer, direttore generale dei Wiener. Ma non ci si ferma: è un segno di volontà e di rinascita.

Il programma sarà sempre un brillante viaggio fra valzer e polka, quelle della famiglia Strauss ma anche di compositori come Carl Zeller e Carl Millöcker mai ascoltati a Capodanno. E in omaggio al direttore, gli accenti italiani della Margherita Polka di Josef Strauss e del Venetianer Galop del padre Johann. In tv vedremo inoltre le coreografie create da José Carlos Martinez con i costumi dello stilista Christian Lacroix, registrate nello splendore barocco del Palazzo dei Giardini di Liechtenstein e alla Looshaus, icona del Modernismo: fra i ballerini gli italiani Alice Firenze, Sveva Gargiulo e Davide Dato.

"Quando mi affidarono il mio primo Capodanno, nel 1993, ero terrorizzato – rivela Riccardo Muti –. Magari la gente pensa che dirigere queste composizioni sia una passeggiata ma non è così. E anche stavolta mi rilasserò soltanto alla fine del Danubio blu, con la Marcia di Radetzky che quest’anno si ascolterà senza battimani, così come fu composta". Nel 2021, tra l’altro, Riccardo Muti celebrerà i suoi 80 anni e i 50 di collaborazione con la mitica orchestra: "Lei ha tenuto 187 concerti in questa sala", gli ha ricordato Stephan Pauly, direttore artistico del Musikverein. "Ah, allora – ha risposto ridendo il maestro – sono pronto per diventare una delle cariatidi".