di Stefano Marchetti Sulla laguna tutti in maschera, anzi in mascherina. Sul bel Danubio blu, invece, tutti senza. L’ormai immancabile confronto fra i due grandi concerti di capodanno va avanti da anni, ma finora si era limitato perlopiù all’orario di diffusione: quello di Venezia in diretta su Raiuno, quello di Vienna invece in differita su Raidue, non senza mugugni e perfino interrogazioni parlamentari. Ma quest’anno la sfida musical – augurale si è arricchita di una mezza polemica in più. Nello splendore serenissimo del teatro La Fenice, il maestro Daniel...

di Stefano Marchetti

Sulla laguna tutti in maschera, anzi in mascherina. Sul bel Danubio blu, invece, tutti senza. L’ormai immancabile confronto fra i due grandi concerti di capodanno va avanti da anni, ma finora si era limitato perlopiù all’orario di diffusione: quello di Venezia in diretta su Raiuno, quello di Vienna invece in differita su Raidue, non senza mugugni e perfino interrogazioni parlamentari. Ma quest’anno la sfida musical – augurale si è arricchita di una mezza polemica in più. Nello splendore serenissimo del teatro La Fenice, il maestro Daniel Harding e i musicisti (fiati esclusi, ovviamente) hanno indossato la mascherina nera: il tenore Xabier Anduaga e il soprano Rosa Feola l’hanno tolta soltanto un attimo prima di cantare, mentre il coro l’ha tenuta anche per il celebre Va’ pensiero dal Nabucco di Verdi, eseguito... a bocca imbavagliata.

Oltre confine, invece, nell’abbraccio imperiale della sala d’oro del Musikverein, i Wiener Philharmoniker e il maestro Riccardo Muti fin dall’inizio si sono presentati a volto libero, per regalarci valzer, polke e galop.

Entrambi i concerti quest’anno non prevedevano pubblico in sala, ma a tutti i telespettatori è balzata all’occhio la differenza di ‘look’ fra Italia e Austria. "Evidentemente a Vienna hanno altri protocolli di sicurezza contro il Covid. Noi abbiamo applicato quelli italiani", ha sottolineato Fortunato Ortombina, sovrintendente e direttore artistico del teatro veneziano. Osservazioni che Daniel Froschauer, presidente dei Wiener, aveva peraltro già prevenuto alla vigilia del concerto: "Tutto qui si svolge con assoluto rigore sanitario – aveva detto –. Per accedere al Musikverein, ogni giorno tutti noi dobbiamo ripetere il tampone. E fuori scena indossiamo sempre le mascherine: le togliamo solo un attimo prima di entrare in palcoscenico".

Polemiche a parte, entrambi i concerti hanno regalato profonda emozione, soprattutto per l’atmosfera straniante delle sale vuote, prive del guizzo frizzante del pubblico di Capodanno che al Musikverein è stato in parte compensato dagli applausi ‘a distanza’ di settemila spettatori da ogni angolo della Terra. Hanno rappresentato soprattutto un messaggio di speranza, come ha ribadito Riccardo Muti, che ha rivolto un appello ai governanti: "Considerate sempre la cultura come uno degli elementi primari per costruire una società migliore del futuro". La musica, ha detto, non è solo una professione, ma una missione, "quella di portare gioia, pace, fratellanza e Amore con la a maiuscola", la salute del corpo e quella della mente.

E come sarà il prossimo Capodanno? "Abbiamo già programmato il concerto del 2022 che speriamo di poter realizzare in una modalità meno insolita", annuncia il soprintendente della Fenice. Mentre fra 364 giorni il podio di Vienna sarà per Daniel Barenboim, al suo terzo Capodanno con i Wiener.