(Foto: iStock/g-stockstudio)
(Foto: iStock/g-stockstudio)
Un recente sondaggio promosso dal servizio di streaming musicale Deezer rivela che intorno ai trent'anni le persone tendono a sperimentare una "paralisi" dei propri gusti musicali. I dati raccolti suggeriscono che con il passare degli anni si diventa piuttosto conservatori, in quanto diminuisce la voglia di sperimentare nuovi artisti o esplorare nuovi generi. Insomma, non è un caso se da adulti proviamo ancora un senso di attaccamento per i gruppi (magari non eccelsi) che ascoltavamo durante l'adolescenza.

INVECCHIANDO SI DIVENTA PIÙ RIGIDI
Il sondaggio ha coinvolto 1000 abitanti del Regno Unito, che sono stati interrogati circa le loro preferenze musicali e le abitudini streaming. Si è così scoperto che il picco di curiosità si registra a 24 anni e 5 mesi: a questa età quasi il 75% degli intervistati ha dichiarato di ascoltare dieci o più nuovi brani a settimana, mentre il 64% ha dichiarato di sperimentare cinque o più nuovi artisti ogni mese. Da qui in avanti la capacità delle persone di rimanere al passo con le tendenze musicali sembra assottigliarsi, spegnendosi quasi del tutti a 30 anni e 5 mesi.

È (ANCHE) UNA QUESTIONE DI TEMPO
Tra le ragioni evidenziate dal sondaggio ci sono il fatto che le persone si sentono sopraffatte dall'eccessiva quantità di scelta disponibile (19%), i troppi impegni di lavoro (16%) e gli obblighi genitoriali (11%). Circa la metà degli intervistati ha confessato che vorrebbe avere più tempo da dedicare alla scoperta di nuova musica, mettendo in luce come l'arroccamento su artisti e brani già noti non sia per forza dettato da una mancanza di interesse.

MA COSA DICE LA SCIENZA?
Nonostante si tratti solo di un piccolo sondaggio, i numeri vanno d'accordo con quanto dimostrato anche in alcuni studi scientifici, secondo cui, in generale, gli esseri umani tendono a essere meno aperti con l'avanzare dell'età. L'osservazione si sposa con il fatto che il nostro cervello subisce numerosi cambiamenti tra i 12 e i 22 ann i, prestandosi quindi meglio all'assimilazione di nuove esperienze musicali in un arco di tempo tutto sommato ristretto. In ultimo, non bisogna sottovalutare l'aspetto psicologico, che porterebbe a collegare la musica più datata con il ricordo della gioventù perduta, in nome dell'effetto nostalgia.