Agnetha Fältskog, Anni-Frid Lyngstad, Björn Ulvaeus e Benny Andersson. : gli Abba
Agnetha Fältskog, Anni-Frid Lyngstad, Björn Ulvaeus e Benny Andersson. : gli Abba
Tornano gli Abba e l’effetto è un po’ lo stesso dell’ologramma di Elvis che si materializza davanti agli occhi di uno stupefatto Ryan Gosling in Bladerunner 2049. Pure quella di Agnetha Fältskog, Anni-Frid Lyngstad, Björn Ulvaeus e Benny Andersson è, infatti, una presenza immateriale, destinata a rilanciare l’epopea...

Tornano gli Abba e l’effetto è un po’ lo stesso dell’ologramma di Elvis che si materializza davanti agli occhi di uno stupefatto Ryan Gosling in Bladerunner 2049. Pure quella di Agnetha Fältskog, Anni-Frid Lyngstad, Björn Ulvaeus e Benny Andersson è, infatti, una presenza immateriale, destinata a rilanciare l’epopea di Waterloo, Mamma mia! e Dancing Queen con l’ausilio dell’elettronica. Tutto sul palco di una Abba Arena cresciuta frattanto al Queen Elizabeth Olympic Park, nella zona Est di Londra, per ospitare ogni sera gli avatar del quartetto svedese esibirsi con una band in carne ed ossa di dieci elementi davanti a tremila fans.

Premiére il 27 maggio 2022 e biglietti in vendita da domenica prossima. Ulvaeus ha detto che l’idea gli è stata data da Simon Fuller, ex manager delle Spice Girls, facendo leva sulla forza del digitale, del 3D, e soprattutto sull’esperienza della Industrial Light & Magic, la società di effetti speciali fondata da George Lucas.

La fortuna di avere gli Abba ancora tutti in salute ha favorito pure la registrazione di due nuove canzoni, I still have faith in you e Don’t shut me down, sul mercato da oggi per accompagnare questa nuova esperienza e annunciare l’uscita di un nuovo album intitolato Abba Voyage, come lo show londinese, sul mercato dal 5 novembre.

"È difficile dire quale sia stato per me l’aspetto più emozionante di questo progetto, il coinvolgimento nella creazione del concerto o ritrovarci di nuovo in studio tutti assieme" ammette Andersson. "Penso, però, che sentire Frida e Agnetha cantare di nuovo sia qualcosa di inarrivabile".

Andrea Spinelli