Visitatori davanti a 'Venere che nasce dalle acque' di Botticelli
Visitatori davanti a 'Venere che nasce dalle acque' di Botticelli

Firenze, 24 gennaio 2020 - Il post più cliccato? Quello di solidarietà a Parigi dopo il devastante incendio di Notre Dame, attuale record assoluto dall’apertura dell’account degli Uffizi di Firenze: 159.528 le visualizzazioni. Musei e gallerie sono entrati di diritto fra i titolari di profili Instagram seguitissimi. Tanto che il fascino senza tempo della Venere del Botticelli entra in competizione con l’appeal di influencer sexy e cool del calibro di Chiara Ferragni.
Dopo aver superato i 300mila followers nel maggio scorso, il museo fiorentino ha ora tagliato il traguardo dei 400mila seguaci. Primo in assoluto tra i musei italiani, guadagna inoltre un posto nella classifica di quelli internazionali, passando in pochi mesi dal 22° al 21° posto e collocandosi a un passo dal Getty Museum di Los Angeles (401mila followers): al primo posto figura il Louvre con 3,7 milioni, davanti a Tate Gallery (3,3 milioni) e Saatchi Gallery di Londra (1,8 milioni). 


Numeri importanti quelli degli Uffizi se si considera che la galleria fiorentina è approdata solo recentemente su Instagram, diversamente da importanti realtà straniere che hanno capito l’importanza dei social da anni. «Ci siamo messi al passo con i tempi – dice il direttore Eike Schmidt – Il canale degli Uffizi è diventato uno strumento di diffusione democratica della cultura italiana con un raggio d’azione enorme. Ma soprattutto è un’occasione di conoscenza, di nuove idee, di scoperte e di immagini di opere mai viste o di capolavori presentati in un contesto nuovo, che provoca il pensiero e il dibattito». Ogni giorno viene pubblicata un’immagine, accompagnata da uno scritto storico, filosofico, poetico: una scelta che si è rivelata vincente.
Nella classifica dei musei italiani più ‘instagrammati’ durante lo scorso anno (stilata dal motore di ricerca per case vacanza Holidu) ci sono i Musei Vaticani (#388.110 hashtag), in territorio non italiano, e che non possono comparire sul podio se non per completezza d’informazione e – soprattutto – per la loro importanza assoluta. I Vaticani ospitano infatti una delle raccolte più ricche al mondo e sono il risultato di collezioni di grandi papi nel corso dei secoli. Le gallerie affrescate – per sette chilometri di lunghezza – sono tra le più visitate di tutta la Penisola e, rispetto allo scorso anno l’incremento dei visitatori è stato del 29%
Tornando alla classifica, al secondo posto ecco il Maxxi, Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, con #149.825 hashtag, subito dopo si torna a Firenze con i #109.601 hashtag di Palazzo Pitti. L’edificio che ha ospitato ben tre dinastie e oggi dà spazio a quattro musei, è salito su Instagram del 24%. 


Nella loro ‘corsa social’ le gallerie del Bel Paese lo scorso anno sono riuscite a superare importanti realtà come la National Gallery di Washington, il Museum of Fine Arts di Boston, la Fondazione Louis Vuitton. Tra i più ‘instagrammati’ anche il Museo Ferrari di Maranello (#59.392 hashtag) con le sue automobili che possono essere considerate opere d’arte a tutti gli effetti, la Pinacoteca di Brera a Milano (#55.240 hashtag), aperta al pubblico nel 1776, che guadagna ben due posizioni in classifica, con l’incremento più alto della Top Ten: 31% di hashtag in più. Seguono la Galleria Borghese a Roma (#54.783 hashtag), una ricca collezione di dipinti e sculture, i Musei Capitolini sempre a Roma (#49.421 hashtag) che sono la struttura museale civica più importante della capitale, e che guadagnano tre posizioni rispetto all’anno scorso, con un incremento del 29%. 
Discreto successo social per il Museo del ‘900 di Milano che ha totalizzato #47.206 hashtag: inaugurato nel 2010, nasce con lo scopo di «diffondere la conoscenza dell’arte del Novecento»; a ruota il Museo Nazionale del Cinema di Torino, con oltre 46mila hashtag, che si aggiudica l’ultimo posto nella classifica dei dieci musei più popolari, perdendo una posizione rispetto all’anno scorso. Incorniciato della spettacolare Mole Antonelliana, simbolo di Torino, questo museo è unico per la sua organizzazione espositiva a spirale e per il percorso magico che viene offerto a tutti gli amanti della settima arte.