Foto: Marc Brenner/Guild of Assassins/Rather Good Films
Foto: Marc Brenner/Guild of Assassins/Rather Good Films
È possibile trattare un tema delicato come quello del suicidio con i toni della commedia e senza combinare un pasticcio? Apparentemente sì: lo dimostra il film 'Morto tra una settimana (o ti ridiamo i soldi)', che è un bell'esordio ed esce nelle sale cinematografiche italiane giovedì 22 novembre.

MORTO TRA UNA SETTIMANA (O TI RIDIAMO I SOLDI), IL FILM
La storia è quella di un giovane aspirante scrittore (interpretato da Aneurin Barnard) che ha tentato più volte il suicido senza mai riuscirci. Un giorno incontra un sicario professionista (Tom Wilkinson) e sigla con lui un contratto: denaro in cambio di morte. Solo che improvvisamente la vita dello scrittore prende una piega inaspettata, che comprende la prospettiva di essere pubblicato e l'incontro con una donna di cui si innamora, ricambiato (Freya Mavor). Sarà possibile rescindere il contratto?

IL TRAILER IN ITALIANO


UN OTTIMO ESORDIO
Il regista e sceneggiatore si chiama Tom Edmunds ed è al suo primo lungometraggio dopo una manciata di corti. Proprio il successo di uno di questi ('Is This a Joke?', 2012) ha propiziato la nascita di 'Morto tra una settimana (o ti ridiamo i soldi)': l'esperienza maturata in quell'occasione ha infatti cementato l'alleanza con i produttori Nick Clark Windo e Daniel-Konrad Cooper, che hanno capitanato la lavorazione del suo esordio lungo.

L'INFLUENZA DEL FILM FARGO
Tom Edmunds ha confessato di amare la commedia nera e che 'Fargo' dei fratelli Coen è uno dei suoi film preferiti. È un valido spunto per inquadrare 'Morto tra una settimana': il tono è infatti il medesimo, soprattutto nel bilanciamento tra dramma e risate.

IL PARERE DI CHI L'HA VISTO
C'erano due grandi rischi, di fronte a uno spunto narrativo come quello di 'Morto tra una settimana': scadere nel cattivo gusto e subire la deriva zuccherosa della sottotrama romantica. In entrambi i casi sarebbe stato colpa dell'incapacità di gestire i delicati equilibri della dark comedy, cosa che invece Tom Edmunds si dimostra capacissimo di fare. Sa cosa vuole proporre e non cede alla tentazione di uscire dai confini che si è dato, magari per soddisfare un pubblico più ampio dando i classici un colpo al cerchio e un colpo alla botte. Nel contempo non fa l'errore opposto, di limitarsi troppo, facendo appassire la complessità dello spunto narrativo. Il suo è un esordio promettente, insomma.

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