Neve e bollicine, un connubio all’insegna della qualità e della passione per i valori dello sport. Non poteva che essere il Prosecco Doc, bandiera mondiale della produzione enologica del Veneto (92 milioni di bottiglie certificate dal Consorzio nel 2020), uno dei principali partner dei Mondiali di Sci di Cortina d’Ampezzo, in programma da oggi al 21 febbraio. "Dove c’è una gara c’è una medaglia, dove c’è una medaglia c’è una festa, dove c’è una festa c’è il Prosecco", aveva detto il governatore del Veneto Luca Zaia in occasione di passato Vinitaly.

È davvero così. L’assegnazione dei Mondiali di sci alpino a Cortina nel lontano 2016 è stata un traino che da allora ha fatto da propulsore a moltissime realtà nell’ampezzano: infrastrutture, opere viarie, piste, impianti, la capacità di fare sistema. ll Veneto, oltre al Prosecco, è la culla di molte produzioni straordinarie, tra cui l’Amarone e il Recioto, ma che la più grande Doc del mondo, con 540 milioni di bottiglie l’anno, e il fatto che sostenga il Mondiale di Cortina 2021 costituisce una straordinaria consapevolezza di eccellenza - e momento promozionale - sia per il prodotto in sé, sia per il mMde in Italy e il Made in Veneto.

Presente nei principali appuntamenti del Mondiale e della Fondazione Cortina 2021, l’ente organizzatore presieduto da Alessandro Benetton, il Prosecco Doc è stata la frizzante colonna sonora dei tanti eventi nel percorso di avvicinamento a questo Mondiale: conferenze stampa, incontri sportivi e culturali, aperitivi, cene, post gare. E lo sarà, naturalmente, nei giorni di gara delle prossime due settimane. Un matrimonio spumeggiante, insomma, quello tra le bollicine venete e l’evento iridato.

Evento che si avvale anche di un’altra grande produzione enologica, le Cantine Frescobaldi, una storia d’amore e di grandi traguardi che affonda le sue radici in Toscana. Il vino, dopotutto, come ogni disciplina sportiva, necessita di tutto l’impegno possibile per arrivare al vertice. Allo stesso modo, l’impegno dei produttori di vino è costante e quotidiano, meticoloso e infaticabile.

Dicevamo, il Veneto e l’Amarone. Un rosso dall’incredibile persistenza, importante, da meditazione. Punta di diamante delle Cantine Masi, che a Cortina ci hanno visto lungo scegliendo di aprire, due anni fa, il Masi Wine Bar “Al Druscié” (foto). Affacciato sulle piste dei Mondiali, a 1778 metri, il ristorante in quota contribuisce all’atmosfera dei grandi eventi. Uno spazio informale ma elegante, una crasi di stile ampezzano e contemporaneo. La grande terrazza esterna si staglia sullo sfondo incredibile delle Tofane, del Cristallo, e della conca di Cortina. Padrone incontrastato è l’Amarone Costasera, fiero, complesso, esuberante, il gigante gentile di Masi. Insieme a Barolo e Brunello rappresenta l’aristocrazia dei rossi italiani, frutto dell’’expertise della cantina nella tecnica dell’appassimento. Il vino qui è protagonista, diventando anche ingrediente di piatti raffinati come il risotto al Costasera e il guancialino brasato all’Amarone e miele. La maison del vino della Valpolicella propone anche delle ‘Wine Experience’, un programma di ospitalità e cultura che comprende un circuito esperienziale legato al vino, sviluppato da Masi per creare un contatto sempre più stretto con il consumatore finale, avvicinandolo ai valori del proprio brand e alla cultura del territorio delle Venezie e del mondo del vino.

Martina Strazzari