Maria Luisa Frisa nelle nuove sale della Gucci Garden Galleria (Pressphoto)
Maria Luisa Frisa nelle nuove sale della Gucci Garden Galleria (Pressphoto)

Firenze,11 giugno 2019 - Nel primo giorno di Pitti Uomo numero 96, da oggi alla Fortezza da Basso coi suoi 1.220 marchi per l'estate 2020, è subito 'Guccification', quella fascinazione del brand che ha per direttore creativo Alessandro Michele che ha rivoluzionato l'estetica della moda negli ultimi anni forse come nessuno. Due gli appuntamenti della maison che fa capo al Gruppo Kering di Francois Henri Pinault ed è presieduta dal bravissimo Marco Bizzarri che ha portato i fatturati del brand allo zenit: al Giardino di Boboli con una passeggiata di primo mattino per vedere l'avanzamento dei restauri botanici per il progetto Primavera di Boboli dopo l'accordo tra Gucci e le Gallerie degli Uffizi di due anni fa per uno stanziamento di 2 milioni di euro per far tornare in sicurezza e splendore il parco mediceo, e poi la presentazione del nuovo allestimento di alcune sale del Gucci Garden Galleria con uno strepitoso focus sugli anni Settanta e le creazioni più iconiche esaltate dal lavoro di ricerca in archivio dal critico e curatore Maria Luisa Frisa che Michele stesso ha scelto per questo progetto culturale sullo stile di ieri e di oggi di Gucci. Sei le nove sale riallestite da Maria Luisa Frisa con il Gucci Garden Galleria che si apre al mondo con un gesto di coraggio nell'esporre questi capolavori che solo una grande casa di moda può permettersi: meravigliosi gli chemisier anni Settanta in seta logata, gli abiti corti coi foulard Flora delle ragazze di quarant'anni fa messi a confronto con il vestito recente a forma di caftano disegnato da Alessandro Michele, e poi i giacchino per Elton John, la cappa sontuosissima da sera. Gli spazi prendono il nome di Dètournement, Bagology, Cosmorama, Ouroboros, Cosmic Colors, Jardin d'Hiver.

A Boboli invece il lavoro sui prati e nei boschi sui 33 ettari prosegue incessante, per restaurare gli alberi dei viali dei platani e dei cipressi e per le potature, come per i giardini fioriti di piante rarissime molto amate dai Medici. A far da guida in questa passeggiata tra lo splendore della natura Bianca Maria Landi che coordina la sezione del Giardino di Boboli e l'esperto tecnico dei giardini Ivo Matteuzzi, entrambi appassionati e innamorati di questo pezzo di paradiso fiorentino. Durante i restauri sono stati ripuliti e rimessi in sicurezza 1.800 pozzetti, controllati i flussi delle acque e recuperato palmizi, ninfee e papiri.