La sfilata Celine
La sfilata Celine

Parigi, 2 marzo 2019 - A Parigi tutti parlano di lui, Hedi Slimane, direttore creativo di Celine (brand al quale ha tolto anche l'accento) da un anno, ancora una volta sugli scudi del fashion per aver fatto sfilare ieri sera una collezione tutta improntata alla classicità e al perbenismo, ai bei pezzi sicuri e borghesi, allo status di signora e signorina ben vestita e meglio dotata di buon portafoglio. Chi si aspettava una rivoluzione da lui, una ennesima svolta di seduzione a tinte scure e look ultraslim, è rimasto deluso. Quella del nuovo Celine è una donna decisa e delicata sì, fedele a se stessa e al proprio stile, che rifugge ogni eccesso e ogni colore acceso, per rifugiarsi nella certezza di una eleganza bon ton, tra l'universitaria snob dei quartieri alti e la signora che si sente ancora "giusta" e sempre giovanile come ai tempi del liceo. Insomma una sfilata della restaurazione e certo non della trasgressione. Crolla giù il sipario nel grande “scatolone” nero innalzato a Les Invalides da Celine, marchio di lusso in mano a Bernard Arnault patron del Gruppo LVMH, e arriva la sorpresa con la stanza volante, tutta a vetri, che trasporta la modella in passerella.

Ma questo è niente a paragone della collezione per il prossimo inverno disegnata da Hedi Slimane, classe 1968, alla seconda prova con il brand che per tanti anni è stato sulle stelle del fashion con Phoebe Philo, mai dimenticata dai nostalgici: stavolta l'osannato Hedi, che ha trasformato l'estetica maschile con Dior Homme lanciando lo stile slim ormai eterno, poi è approdato da Saint Laurent e ora qui da Celine, ha sorpreso per normalità, classicità, quotidianità del vestire, sguardo rivolto al recente passato quello degli anni Settanta non quelli beat e rivoluzionari ma quelli saggi e noiosetti della buona borghesia. Ed è borghesissima la sua donna, affezionata ai colori ton su ton e alla qualità. Vai con le gonne morigerate e rassicuranti, a pieghe e piegoni sotto al ginocchio, le camicette col plastron di ruches o il fiocco che ciondola romanticamente, le giacche di tessuti inglesi, il velluto, il giaccone marinaro e perfino il montgomery blu, le gonne pantaloni con la cintura in vita e la borsetta a tracolla sempre misurata e rigida. Non mancano il cappotto di cammello seppure svegliato dai cuissard di montone e dai jeans infilati dentro, il secchiello, la mantella, le gonne pantaloni che non donano a nessuna, il poncho a righe, il montone marrone, i giubbini di pelle scamosciata, lo chemisier fantasia. Insomma le ragazze e le signore di Celine sono le stesse di quarant'anni fa, e il loro armadio somiglia a uno stendino vintage con prodotti belli e rivisti. Specie per chi quei vestiti li ha già portati. Applausi a Slimane, i giovani compratori e i giovani esperti di look trovano la collezione nuova, e forse in parte è un po' così, perchè la Moda è sempre fatta di cicli e ritorni.