Giorgio Armani a Tokyo davanti alla Armani Ginza Tower
Giorgio Armani a Tokyo davanti alla Armani Ginza Tower

Tokyo, 24 maggio 2019 - "I giapponesi sono più Armani di me, a cominciare da chi fa le vetrine nell'Armani Ginza Tower che ho appena riaperto con tutti i suoi 11 piani con la mia moda e il mio lifestyle”. E' felice Giorgio Armani alla fine del defilè Cruise 2020 al maschile e femminile di stasera al Museo Nazionale di Tokyo davanti a 700 ospiti, con in prima fila l'architetto e amico Tadao Ando e l'attrice Uma Thurman. Esce da solo e fa tutta la passerella in giacca nera di velluto, elegantissimo e in grande forma, tra gli applausi di clienti vip e buyer e stampa internazionali, cogliendo un nuovo successo sereno con questo “debutto” con la sua prima Cruise, un evento ad altissimo tasso di contemporaneità e grazia seducente.

"Cosa amo di più del Giappone? Il silenzio. Qui a Tokyo il silenzio è silenzio. La cosa mi stupisce e mi conquista ogni volta. E poi il fatto che hanno saputo creare cose meravigliose sulla semplicità", racconta Giorgio Armani che ha presentato ancora una volta il suo stile inimitabile e modernamento prezioso, ricco di riferimenti culturali e di quel glamour delicato che piace alle star internazionali come ai clienti più sofisticati. In prima fila Michele Giglio che da sempre nei suoi negozi a Palermo vende le collezioni di Armani e che dice: "Giorgio non mi delude mai, è una certezza per me e i miei clienti che lo amano molto". In questi giorni il grande stilista ha curato da par suo tutti i dettagli di questo evento davvero speciale che rimarrà nella storia della sua moda per la purezza dei riferimenti culturali e la magia del mix di charme e realtà che solo lui sa realizzare con tanta maestria e perfezione.

Armani a Tokyo circondato da modelle

"Tokyo è una città incredibile ed evocativa - racconta Armani - proiettata verso il futuro ma rispettosa del passato, senza contraddizioni, il luogo perfetto perché moderno e pulsante per presentare questa Cruise 2020 che resta come necessario, un evento specialmente commerciale, ma al tempo stesso capace di stupore ed allure: sono 124 uscite che partiranno subito per Milano dove ci aspettano tanti compratori in Fila! E poi sono qui anche per la riapertura di Armani/Ginza Tower che ho inaugurato nel 2007 e che racchiude in 11 piani tutto il mio mondo, la mia moda, il mio lifestyle e il mio sentire”. Armani ha 7600 dipendenti al mondo, qui in Giappone ce ne sono 770 in 90 punti vendita di proprietà, 34 solo a Tokyo.

Emozioni a mille al defilè, condivise dai giapponesi che in questi giorni lo hanno fermato per strada per complimentarsi, gli hanno chiesto l'autografo e si sono commossi a stringergli la mano, lo hanno premiano per i trent'anni di solido rapporto commerciale, ma anche con gli studenti che gli hanno scritto una lettera di ringraziamento per il supporto all'Unesco verso i bambini colpiti dal terremoto del 2011. Un amore ricambiato dal Signor Armani, in formissima e come sempre rigoroso e appassionato, nella moda e nei suoi pensieri. "Questa è una delle civiltà che hanno saputo creare delle cose meravigliose sulla semplicità", racconta Giorgio Armani. Una collezione questa Cruise 2020 omaggio a questo Paese che sta vivendo una nuova era dopo l'ascesa al trono di Naruhito, 126° Imperatore.

Con la moda di Giorgio Armani che per la donna manda in passerella tailleur pantaloni fluidi e verticali che fanno dialogare corpo e vestito con uno strepitoso color caffè che per Armani “è il nuovo nero” e con completi da uomo dal tailoring soft che rendono sempre nuovi i doppiopetti, portati sbottonati, in libertà. Modelli e modelle hanno il gel sui capelli e gli occhi leggermente bistrati, sono sciolti e contemporanei come non mai. Moda reale, mai esagerata che sarebbe inutile e spesso dannosa, “perché io preferisco mettere un bottone di vero corno piuttosto che spendere 50.000 euro per quattro luci!”. Un uomo “molto curioso” il grande stilista, che racconta la prima volta a Tokyo nei primissimi Ottanta con Karl Lagerfeld, il terrore nell'usare le bacchette, e quella collezione di “corrazzette” che facevano pensare a “Kagemusha”.

“In questa Cruise 2020 ci sono accessori e stampe effetto tartaruga e la stessa estetica di purezza che Tokyo mi ispira - continua lo stilista - e poi ho capito che i giapponesi sono più Armani di Armani! E questa è paranoia totale!”, scherza mentre racconta come sia particolare il fascino delle donne giapponesi alle quali par aver dedicato le uscite da giorno con le giacche più belle del mondo e le camicie lunghe e sciolte a trapezio sui fuseau di seta. Tanta la pelle, dai parka alle borse intrecciate, e le bretelle che giocano a d abbracciare seno e vita al alta seduzione. "Qui le donne che hanno una marcia in più e molto allure, anche le più piccole sanno rendere elegante una semplice maglietta, hanno una gentilezza nello sguardo, un tocco elegante senza uguali. Ieri una donna molto chic mi ha stretto la mano tremante. Sono cose toccanti, sintomo dell'anima grande di questo popolo". Splendida la sera per lei con tocchi di rosso e grande lucentezza, bluette superchic, nero imperiale.

"Mi auguro che Europa e Italia riescano sempre a recuperare e portare aventi i nostri valori - dice lo stilista - specie noi italiani dobbiamo cercare sempre di riesumare le tradizioni e i sentimenti che spesso di dimentichiamo di avere. Oggi si dice buongiorno col telefonino, e tutto è diverso, molto grossier. Dobbiamo poi superare la paura e il senso di vergogna che ci proviene dall'esporre il nostro stato d'animo di italiani. Basta aver paura di sentirsi dire come sei mammone! Come sei romantico!”.