Scena da 'Pulp Fiction' - Foto: Miramax/A Band Apart/Jersey Films
Scena da 'Pulp Fiction' - Foto: Miramax/A Band Apart/Jersey Films

Miramax ha deciso di fare causa al regista e sceneggiatore Quentin Tarantino, che all'inizio del mese aveva annunciato l'intenzione di realizzare alcuni NFT (token non fungibili) basati sul film 'Pulp Fiction' del 1994. La casa di produzione sostiene di possedere i diritti del lungometraggio, anche per quanto riguarda i token, e che di conseguenza Tarantino non può gestirli in autonomia.

Gli NFT di 'Pulp Fiction'

Dal punto di vista legale la questione si presenta complessa, perché gli NFT sono l'avanguardia del commercio digitale, un qualcosa che a metà anni Novanta non esisteva. In poche parole, i token non fungibili assomigliano alla criptovaluta (per la natura prettamente digitale), ma a differenza di questa non sono reciprocamente intercambiabili. Dunque un NFT è unico e per questo è diventato un certificato di autenticità e proprietà dell'arte digitale. Certificato che può essere venduto e che attualmente promette cifre astronomiche: per esempio, la casa d'asta Christie's ha venduto il NFT dell'animazione meme Nyan Cat per 600mila dollari.

A inizio novembre Quentin Tarantino ha annunciato l'intenzione di realizzare una serie di NFT basati su 'Pulp Fiction': per esempio scene tratte da una versione del copione precedente a quella poi girata e mai incluse in essa. Oppure commenti audio e video di Tarantino stesso, o ancora disegni preparatori del film. Il tutto in versione unica e certificata.

La causa di Miramax contro Quentin Tarantino

Gli avvocati di Miramax dicono che la casa di produzione sta da qualche tempo studiando un modo per sfruttare le proprie property nel mercato degli NFT e di avere inviato una lettera a Tarantino diffidandolo dall'agire in autonomia. Siccome non ha ottenuto risposta dal regista, Miramax ha deciso di passare alle vie legali, sostenendo che Tarantino non può muoversi come se 'Pulp Fiction' sia cosa sua, implicando che l'originale contratto di collaborazione con lui vincoli anche il ricorso agli NFT (che all'epoca non esistevano) e regolamenti ogni prodotto connesso al film, compresi i commenti audio realizzati ad hoc dal regista.

Dal punto di vista legale la questione è complicatissima, ma è anche di grande interesse per Miramax e per altre case di produzione, che vedono negli NFT l'occasione per realizzare nuovi utili da lungometraggi che ormai hanno praticamente esaurito il loro ciclo di guadagni. Il tutto in presenza di un mercato altamente speculativo, che secondo alcuni analisti potrebbe rivelarsi una bolla. Ulteriore elemento di complicazione.