Il lato oscuro della mindfulness
Il lato oscuro della mindfulness

La mindfulness è un insieme di pratiche di meditazione e consapevolezza sempre più popolare nei paesi occidentali, che aiuta a rilassarsi, ridurre ansia e stress, migliorare il benessere emotivo ed entrare in contatto con se stessi. Si potrebbe pensare che come naturale conseguenza porti anche a riconciliarsi con il mondo e gli altri, e invece esiste il rischio che inneschi un cortocircuito: secondo uno studio della University of Buffalo, può rendere alcune persone più egoiste.

"La mindfulness aumenta le azioni pro-sociali nelle persone che vedono se stesse come più interdipendenti", dice il professore in psicologia Michael Poulin, "Tuttavia, nelle persone che si considerano più indipendenti diminuisce i comportamenti altruisti". Lo studio non intende sminuire l'efficacia della mindfulness, ma serve piuttosto da avvertimento su come viene usata: "La letteratura scientifica suggerisce che la mindfulness funziona, ma il nostro studio mostra che è uno strumento, non una formula matematica, che richiede più di un approccio meccanico se i praticanti vogliono evitare i suoi possibili lati negativi".

La mindfulness ha avuto origine in Oriente, dove la cultura enfatizza il ruolo delle persone come componenti della collettività. Questa concezione è più debole in Occidente, dove invece predomina una visione individualistica che si rispecchia anche nella meditazione. Senza contare poi che ogni individuo è diverso dall'altro.

I ricercatori hanno coinvolto in due esperimenti, diversi come svolgimento ma simili nell'impostazione, oltre trecento persone. Dopo una sessione di mindfulness, e dopo avere svolto un esercizio mirato a sollecitare la loro disposizione, più sociale o più individualista, ai partecipanti era offerta la possibilità di contribuire a un'attività di beneficenza. I soggetti con inclinazione indipendente si sono dimostrati il 33% meno propensi a fare volontariato, quelli con inclinazione interdipendente più propensi del 40%.

Se la mindfulness viene praticata con mentalità chiusa, esiste quindi il rischio che tiri fuori anche aspetti meno nobili della nostra personalità: "Dobbiamo pensare a come trarne il massimo", dice Poulin, "Dobbiamo sapere come utilizzare lo strumento".

Lo studio sarà pubblicato sulla rivista Psychological Science.

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