Miley Cyrus ha supportato Joe Biden nella campagna elettorale - Foto: ANSA/EPA/NEIL HALL
Miley Cyrus ha supportato Joe Biden nella campagna elettorale - Foto: ANSA/EPA/NEIL HALL

Roma, 9 novembre 2020 - Il 7 novembre Joe Biden viene riconosciuto presidente eletto degli Stati Uniti. Nello stesso giorno una vecchia hit di Miley Cyrus ricompare improvvisamente in classifica, e ovviamente non è una coincidenza. Tolta dalla naftalina in cui giaceva dal 2009, 'Party in the U.S.A.' è stata scelta dalla gente scesa in strada come inno per celebrare la vittoria del candidato democratico su Donald Trump. Come rilevato dal servizio di monitoraggio Chart Data, nel giro di qualche ora la canzone è tornata nella Top 200 e poi è volata addirittura su nella Top 40 dell'iTunes americano.

La stessa Miley Cyrus ha pubblicato sul suo profilo Twitter un post che saluta l'elezione del neo presidente sulle note del proprio brano e ha rilanciato vari video della folla a Washington e New York che canta 'Party in the U.S.A.'.
 


Quella di Miley è arrivata più in alto delle altre, ma non è stata l'unica canzone dei tempi andati a scalare le classifiche e a diventare un inno nelle strade grazie al traino del successo di Biden. Nei festeggiamenti risuonavano 'Bye Bye Bye' della boy band NSYNC (quella che ha lanciato Justin Timberlake), anch'essa rientrata nella Top 200 di iTunes, e poi 'We Are The Champions' dei Queen, 'Since U Been Gone' di Kelly Clarkson, 'Na Na Hey Hey Kiss Him Goodbye' degli Steam e 'Y.M.C.A.' dei Village People, in un ribaltamento ironico visto che era stata la canzone scelta da Trump per chiudere i suoi comizi elettorali. E intanto il brano di protesta 'FDT' (ossia 'Fuck Donald Trump') dei rapper YG e Nipsey Hussle, datato 2016, è addirittura entrato nella Top 10.