Foto: Yana Tikhonova / iStock
Foto: Yana Tikhonova / iStock

Roma, 14 gennaio 2021 - Le microfibre plastiche rilasciate dai tessuti sintetici durante il lavaggio in lavatrice hanno un impatto ambientale a dir poco consistente, anche perché queste particelle possono potenzialmente disperdersi nei luoghi più improbabili. La conferma arriva dallo studio finora più completo sul tema, che si è focalizzato sull’inquinamento da microplastiche (recentemente rilevate anche sull’Everest) nell’Artico. L’area circostante il Polo Nord, infatti, sarebbe “inquinata in modo pervasivo” dalle minuscole particelle di plastica provenienti dal lavaggio di indumenti sintetici da parte di persone in Europa e in Nord America.

Microplastiche a 8 metri di profondità

Lo studio, condotto dall’Ocean Wise Conservation Association e pubblicato su Nature Communications, ha raccolto e analizzato dei campioni di acqua di mare prelevati da 71 località dell’Artico, compresa la zona del Polo Nord. La maggior parte di essi sono stati ricavati dai 3 agli 8 metri di profondità, dunque dove si nutrono i pesci e le altre popolazioni marine. In 96 dei 97 campioni esaminati dagli esperti, secondo i risultati, sono state ritrovate delle microplastiche, ossia delle piccole particelle di materiale plastico più piccole di un millimetro. Circa il 92% delle microplastiche rilevate era composto da fibre, e il 73% di queste erano fatte di poliestere e avevano la stessa larghezza e gli stessi colori di quelle utilizzate per i vestiti.

3500 tonnellate di microfibre plastiche provenienti dalle nostre lavatrici

Secondo i ricercatori parecchie microplastiche che inquinano il mare dell’Artico non provengono ad esempio dai rifiuti di plastica, bensì dalle minuscole fibre rilasciate dai tessuti che laviamo abitualmente. La stima parla di 3500 tonnellate di microfibre di plastica provenienti dalle lavatrici degli Stati Uniti e del Canada che finiscono in mare ogni anno. E non è tutto, perché dal paper della ricerca si può leggere che la plastica scaricata nei mari del Regno Unito può finire nelle acque dell’artico entro “soli” due anni a causa delle correnti.
“Le fibre tessili del Nord Europa e del Nord America siano alla base della contaminazione del Mare Glaciale Artico”, ha spiegato il dottor Peter Ross, leader dello studio. Per ridurre l’impatto economico dei lavaggi in lavatrice ci sono diversi modi. Bisognerebbe innanzitutto puntare su lavaggi meno frequenti ed evitare di lavare al di sopra dei 30 gradi, dato che le alte temperature facilitano la rottura e la dispersione delle fibre negli scarichi. Stesso discorso per la velocità: più la centrifuga è rapida, più è facile che i vestiti sintetici perdano le microplastiche. Sarebbe meglio, inoltre, puntare su capi in fibra naturale al 100%