Michelle Hunziker a Sanremo (LaPresse)
Michelle Hunziker a Sanremo (LaPresse)

Roma, 20 febbraio 2019 - "E' stata un'occasione persa, ma a un certo punto ho deciso di andarmene". Michelle Hunziker - in un'intervista al Corriere della Sera - racconta i motivi per cui ha deciso di abbandonare il programma di Adriano Celentano, Adrian. "Sono una grande fan di Adriano e continuerò a stimarlo come artista. Ci avevo creduto tanto in quel progetto. Quando mi hanno cercato per i live sono corsa. Ma è stata un'occasione persa", ha raccontato la conduttrice.

Ho trascorso "ore e ore, girovagando per lo studio, attendendo che arrivasse Celentano. E nessuno prendeva alcuna decisione. Un giorno finalmente l'ho visto, gli ho detto 'Adriano il pubblico vuole te, non la tua assenza. I fan amano te'. Non c'è stato nulla da fare. Così ho deciso di andarmene. Con il senno di poi ho fatto la scelta giusta. Visto anche il cartone".

Secondo quanto raccontato dalla Hunziker infatti, il cartoon non era stato fatto vedere preventivamente a chi doveva essere coinvolto nella produzione. Lei stessa lo ha visto da casa, restando choccata per una frase: "Non ci è stato mostrato il cartone - continua la Hunziker - l'ho visto da casa. C'è un momento in cui il protagonista (Celentano) salva due ragazze, molto sexy, che sono state appena aggredite da un gruppo di malviventi che hanno cercato di stuprarle. Si rivolge loro e dice: 'Se aveste bevuto qualche bicchierino in meno forse avreste evitato l'increscioso approccio con quei tipi loschi'. Quella scena mi ha raggelato. Io sono presidente di un'Associazione, Doppia Difesa, che difende le donne e il primo messaggio che diamo è che le vittime di violenza non devono mai sentirsi in colpa per nessun motivo. Il mio ruolo e i miei valori sono incompatibili con messaggi di questo tipo. E mi riferisco esclusivamente al cartone non al live".

L'impegno di Hunziker su questo fronte è ampiamente testimoniato appunto da Doppia Difesa, fondata nel 2007 con Giulia Bongiorno, che ora ha messo in campo il progetto 'Codice Rosso': "È partito il cammino parlamentare della nostra proposta di legge che dice che nell'arco di 72 ore dalla denuncia di una donna, perseguitata da un uomo, c'è l'obbligo di intervenire: il giudice deve sentire la vittima e occuparsi del caso. Il problema ora è che qualcuno ci vuole mettere mano perché sostiene che 72 ore sono poche. Voglio ribadire che 72 ore sono troppe! Non poche! Questo termine è perentorio. Se sale, ritiriamo la legge. Se una donna è in pericolo di vita, in 72 ore si può morire", conclude la presentatrice.